PESCARA – Sono iniziati nella mattinata di mercoledì 19 ottobre, a partire dalle 10.30, davanti al gip del tribunale di Pescara Gianluca Sarandrea, gli interrogatori di garanzia dei setti arrestati nell’ambito dell’inchiesta Earthquake, su un presunto giro di tangenti per la ricostruzioni in alcuni comuni del pescarese e dell’aquilano.
Hanno risposto ai giudici gli indagati Marino Scancella e Angelo Riccardini, due dei sette arrestati nell’ambito dell’inchiesta.
Riccardini, tecnico ed ex consigliere del Comune di Gubbio (Perugia), ha parlato per oltre due ore. “Il mio assistito ha risposto a tutte le domande – ha detto il suo avvocato Mario Monacelli -. Abbiamo chiesto la revoca, e in subordine l’attenuazione delle misure cautelari, e riteniamo di avere chiarito l’estraneità del mio assistito rispetto ai fatti contestati”.
Prima di lui, davanti al gip Gianluca Sarandrea, era comparso Scancella, in qualità di architetto incaricato della progettazione dell’aggregato 30 del Comune di Bussi: Scancella ha parlato per oltre un’ora, fornendo chiarimenti sugli incarichi assunti e ha lasciato l’aula, insieme al suo avvocato, passando da un’uscita secondaria.
Ieri pomeriggio è stato ascoltato anche un terzo indagato.






