L’AQUILA – Due funzionari pubblici accusati di abuso d’ufficio escono da un’inchiesta su mazzette e ricostruzione che ha fatto scalpore qualche mese fa.

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell’Aquila Giuseppe Romano Gargarella ha disposto lo scorso 19 febbraio l’archiviazione dall’accusa di abuso di ufficio in concorso per l’amministratore delegato dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Paolo Aielli, ex titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra), e il dirigente del settore Ricostruzione privata del Comune dell’Aquila Vittorio Fabrizi.

I due figuravano tra i 6 indagati dell’indagine che nel novembre 2015 ha portato all’arresto ai domiciliari dell’ex vice sindaco del capoluogo abruzzese, Roberto Riga, e dell’imprenditore Massimo Mancini, oltre che altre due misure cautelari.

Aielli è stato nominato in Abruzzo nell’ottobre 2012 ed è passato a guidare la Zecca dopo due anni, in anticipo di un anno rispetto alla scadenza. Al suo posto è stato nominato Raniero Fabrizi.

I due erano stati indagati per aver considerato nei loro uffici il complesso dell’Opera salesiana una “abitazione privata” invece che struttura religiosa, con la conseguenza di aumentare a dismisura, da soli 80 mila euro fino a ben 28,5 milioni, i contributi concedibili per la riparazione post-sisma.

Secondo la tesi iniziale degli inquirenti, che non ha trovato riscontro vista la richiesta di archiviazione dello scorso 10 febbraio del pubblico ministero David Mancini, i due in questo modo avrebbero finito per procurare “un ingiusto vantaggio all’Opera salesiana e all’impresa Mancini Srl, consistito nella percezione di un indebito contributo a favore della stessa impresa altrimenti non spettante o spettante in misura notevolmente inferiore”.