PESCARA – “Sono e resto sereno”.  Così il presidente della Regione e Commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano un commenti sull’inchiesta per tangenti che ha al centro la famiglia dell’assessore dimissionario Daniela Stati.

“Ho massima fiducia nei magistrati che stanno facendo il loro lavoro – ha detto Chiodi -. Da parte mia posso solo dire che evidentemente non è bastato lavorare con impegno e serietà per evitare di finire nel tritacarne mediatico. I fatti parlano per me e la mia Giunta. Per quanto mi riguarda, non avevo e non ho nulla da chiarire, e d’altronde il Procuratore dell’Aquila Rossini ha più volte ribadito che non sono indagato e che non c’é nulla che riguardi il presidente della Regione, per cui continuo a lavorare con il solito impegno per la mia terra”.

Sull’operato dell’ex assessore a Protezione civile, rifiuti e ambiente, Chiodi ha detto:

“L’assessorato alla Protezione Civile ha dovuto affrontare nell’ultimo anno e mezzo il momento più drammatico per la nostra regione. Ritengo che la struttura abruzzese della Protezione Civile abbia svolto bene il suo lavoro da un punto di vista amministrativo. La prima fase dell’emergenza è stata gestita nel migliore dei modi e le dichiarazioni bipartisan arrivate all’indomani del sisma del 6 aprile 2009 lo hanno dimostrato”.