L’AQUILA – Sulle vicende dell’Aquila “si attaccano fantomatiche strategie di una certa ‘Spectre’ che vedrebbe coinvolto il governo che vuole fare cadere un sindaco” ma questo è solo un “modo tipico della squadra delle Frattocchie di distogliere l’attenzione verso i reali problemi. L’Aquila merita molto di più di quello che ha”.
Lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, rispondendo ai giornalisti a margine di una conferenza stampa e contestando le ipotesi di complotto denunciate dal sindaco dimissionario, Massimo Cialente, con il quale negli anni passati si è scontrato più volte.
“Ho l’impressione – ha aggiunto Chiodi – che quello che sta succedendo all’Aquila, gli aquilani lo sapessero prima della magistratura. È necessario che i cittadini dell’Aquila abbiano la garanzia che la propria classe dirigente sia assolutamente al di sopra di ogni sospetto”.
Chiodi è tornato anche sui suoi anni da commissario, dal 1° febbraio 2010 al 31 luglio 2012, nei quali è stato attaccato spesso dal capoluogo.
“Si voleva far credere che le magnifiche sorti e progressive, come diceva Leopardi, sarebbero state registrate all’Aquila con la fine del commissariamento – ha detto sarcasticamente – Io credo che adesso tutti sappiano perchè io dovevo essere tolto. Perchè ero un baluardo rispetto a certe situazioni”.
Secondo Chiodi, nella vicenda “ci sono responsabilità politiche molto forti”, con ovvio riferimento a Cialente.
Per il governatore, insomma, all’Aquila serve “un profondo rinnovamento di quello che è un sistema di casta ormai inveterato da anni, che ha cloroformizzato la città per certi versi, che è trasversale, che usa tutti gli strumenti finalizzati alla conservazione del potere e sposta l’attenzione ogni volta”.




