L’AQUILA – Si è dimesso ieri sera l’assessore regionale Luigi De Fanis, arrestato per concussione, truffa aggravata e peculato in relazione all’organizzazione di alcune manifestazioni culturali.

Una scelta obbligata dopo l’aut aut arrivato dallo stesso presidente Gianni Chiodi, nella giornata di ieri.

Una decisione che “Gigi”, come lo chiamano i suoi compagni del Popolo della libertà, ha preso nella sua abitazione di Montazzoli, nell’alto Vastese, dove si trova ai domiciliari, a seguito di un colloquio con i suoi avvocati: intorno alle 21.30 ha deciso di lasciare il posto di assessore regionale alla Cultura (Beni culturali, Politiche culturali, editoriali e dello spettacolo, Sanità veterinaria e sicurezza alimentare, Prevenzione collettiva) consegnando le deleghe al governatore.

A questo punto si apre la corsa alla successione, a meno che Chiodi non decida di tenere le deleghe per sé, lasciando di fatto la Giunta monca.

Se dovesse optare per una sostituzione volendo mantenere gli equilibri territoriali, in pole position si troverebbe il teatino Nicola Argirò, che era andato in ballottaggio con De Fanis per la nomina ad assessore.

L’attuale presidente della quarta commissione era stato però “scavalcato” in quanto la condizione posta per la nomina erano le dimissioni dal ruolo di consigliere (che De Fanis non ha mai presentato), una “mossa” che serviva a far entrare Pasquale Di Nardo, poi rientrato all’Emiciclo quando Federica Chiavaroli è stata eletta senatrice.

Di Nardo ha poi fatto un passo indietro decidendo di rimanere alla guida della Sangritana, azienda di trasporto a capitale regionale, la cui presidenza è incompatibile con l’incarico di consigliere. Al suo posto è poi entrato l’ex sindaco di Miglianico (Chieti) Nicola Mincone.

Intanto continuano a emergere nuovi particolari dalle intercettazioni tra l’assessore e la sua segretaria particolare Lucia Zingariello, 34 anni, finita anche lei agli arresti domiciliari.

In alcune conversazioni emerge come lo stesso assessore la incitasse a timbrare il cartellino e poi recarsi dalla parrucchiera piuttosto che dall’estetista. A intercettare i due è stata la Forestale a cui si è rivolto l’imprenditore Andrea Mascitti, definito il “grande accusatore”, dopo le continue richieste di denaro ricevute dall’assessore per avere in cambio contributi per l’organizzazione di manifestazioni culturali.

Lo stesso Mascitti ha partecipato alla trasmissione Servizio Pubblico di Michele Santoro, andata in onda ieri sera, dove ha spiegato il perché della sua denuncia. “Rifiuto di essere definito eroe – ha detto – Se gli onesti sono cretini, spero di essere cretino sempre”.

LA LETTERA DI DE FANIS A CHIODI: “CONTRO DI ME SOGGETTI IN MALAFEDE”

“È con rammarico e profondo stupore che rassegno le mie dimissioni a seguito della misura cautelare, ma non posso permettere che una campagna denigratoria nei confronti della mia persona colpisca anche l’istituzione da me rappresentata”.

È un passaggio della lettera di dimissioni che Luigi De Fanis, ex assessore alla Cultura della giunta Chiodi, ha inviato questa mattina al presidente della Regione Abruzzo.

Le dimissioni sono state annunciate informalmente ieri sera intorno alle 22 al responsabile dell’ufficio legale della Giunta regionale, Enrico Mazzarelli, come conferma il legale di De Fanis, Domenico Frattura.

“Una campagna portata avanti con violenza da alcuni mass media”, sottolinea De Fanis e da alcuni “soggetti in malafede e mossi da finalità immorali: non posso permettere che questo paralizzi l’attività dell’ufficio”, ha aggiunto De Fanis.

La lettera è stata inviata questa mattina alle 8 dal legale di De Fanis agli uffici regionali.