L’AQUILA – “Bisogna continuare a lavorare guardando con attenzione la ricostruzione privata che sta nascondendo sacche di illegalità”.
Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, lancia l’allarme su un aspetto non preso in considerazione nella nuova bufera giudiziaria che ha coinvolto il territorio dell’Aquila e del “cratere”, a seguito dell’inchiesta “Betrayal” con 4 arresti sulle presunte tangenti per il recupero di chiese e monumenti distrutti dal sisma del 6 aprile 2009.
“Nella ricostruzione privata sto notando una grande voracità da parte di qualcuno. Servono anche in questo caso regole certe e chiare per assicurare percorsi legittimi e lavori all’altezza della situazione”, continua Cialente.
“Non è che per evitare che si vada veloci in macchina non bisogna costruire le autostrade, bisogna far rispettare le regole, lo dobbiamo agli aquilani ma soprattutto agli italiani – continua – Bisogna continuare in questa attività di prevenzione e se necessario alla repressione come è accaduto nel caso dell’ultima inchiesta”.
“Ho una convinzione ormai: senza complicità nelle istituzioni è difficile delinquere”, dice poi il primo cittadino commentando la considerazione dei cronisti sul coinvolgimento di imprenditori e dirigenti pubblici nell’ultima bufera giudiziaria.
“Il problema non è solo la politica, ma la dirigenza pubblica e la cosiddetta parapolitica, questo sta dimostrando il Paese – continua – Ma per quanto riguarda L’Aquila sono sereno; con le regole chiare e certe si può contrastare il fenomeno, per questo ho scritto a Giorgio Napolitano, citando il tentativo della Curia di diventare soggetto attuatore negli appalti per le chiese: temevo che potesse succedere tutto questo”.
Nel ringraziare la procura della Repubblica e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno facendo, Cialente si dimostra comunque ottimista per il territorio che amministra e per il “cratere” del terremoto del 6 aprile 2009 perché “abbiamo creato una fitta rete che può contrastare questi fenomeni che ci sono e sono tanti, però l’importante è che tutto sia passato al setaccio al quale collaborano non solo le forze dell’ordine e la magistratura, ma anche gli enti e le altre istituzioni, e in questo senso il Comune sta facendo il suo con una grande azione di trasparenza e legalità”.



