TAGLIACOZZO – “L’ordinanza che vieta ai bambini di giocare con il pallone è molto vecchia, io l’ho solo trovata, ma la considero giusta”.

È meravigliato il sindaco di Tagliacozzo (L’Aquila), Maurizio Di Marco Testa, nell’aver visto approdare sulla stampa una questione “che risale alle vecchie amministrazioni, forse a Rossi, Pendenza o Casale”, dice citando i suoi predecessori.

E proprio dopo la polemica nata tra le pagine dei quotidiani locali, che hanno pubblicizzato una vera e propria “guerra” in corso tra amministrazione e i più piccoli cittadini per il divieto di giocare a calcio per le strade del paese marsicano, spiega ad AbruzzoWeb la sua posizione.

“In realtà è vietato giocare solo alla piazza principale e dentro ai giardinetti – afferma Di Marco Testa – Durante il giorno ci sono le mamme a passeggio con le carrozzine o gli anziani a chiacchierare e sarebbe messa a rischio la loro incolumità. Nei giardini, invece, il prato non è calpestabile”.

Per questo motivo, dopo essersi insediato l’attuale primo cittadino ha deciso di non revocare l’ordinanza, ma ammette anche che “abbiamo una tolleranza altissima, l’amministrazione precedente era molto più rigida. Le foto con i palloni sequestrati, infatti – prosegue – sono state scattate tempo fa, sicuramente non durante il mio mandato e quando le ho viste pubblicate sui giornali mi sono molto meravigliato”.

“Ritengo che i bambini abbiano tutto il diritto di giocare – continua il sindaco – io stesso sono appassionato di sport e credo giusto che tutti lo debbano fare nei luoghi adatti. Se un bambino di 4 anni prendesse a calci una palla non succederebbe niente, non è pericoloso per nessuno; se, invece lo facesse un bambino di 15 anni potrebbe fare male”.

Il provvedimento vieta di giocare lungo le strade o nelle piazze e chi lo fa (o i genitori) rischia una multa da 50 a 500 euro e il sequestro della palla da parte della polizia Municipale. Palla che sarà poi donata alle scuole

Sono consentiti, invece, i palloni di spugna ma, come è facile comprendere, non sono la stessa cosa e infatti vengono sostituiti dai ragazzi con quelli “illegali” di plastica.

“È giusto che se si vuol fare una partita a calcio la si faccia nel campo della scuola, che è a disposizione di tutti e si trova vicino nel centro, lì i ragazzi sono più liberi di fare ciò che vogliono”, insiste l’amministratore.

“La linea dura contro lo sport non appartiene e mai apparterrà alla mia amministrazione anzi, sono nati diversi gruppi sportivi, e delle scuole di calcio che si allenano nelle strutture messe a disposizione da noi e voglio che vi possano accedere tutti i bambini”, conclude.