L’AQUILA – “Le sue condizioni sono molto gravi. Non credo che la cella possa essere paragonata ad un ambulatorio medico. Non so se lo stanno curando bene”.
Parla per la prima volta con RaiNews24 l’avvocatessa Lorenza Guttadauro, legale di fiducia oltre che nipote di Matteo Messina Denaro, a proposito del primo interrogatorio avvenuto nel carcere de L’Aquila due giorni fa, il 13 febbraio, tra il capo mafioso da lei assistito e il procuratore Maurizio De Lucia e l’aggiunto Paolo Guida che avevano trovato il detenuto “lucido, sereno e con tutte le cure necessarie”, conclude l’intervista di Valeria Ferrante.
Il boss, che è stato arrestato il 16 gennaio scorso a Palermo da carabinieri del Ros, si trova all’Aquila dal 17 gennaio dove sta ricevendo le cure per il cancro da cui è affetto direttamente in carcere, in una stanza infermieristica appositamente allestita.
“Le condizioni generali del paziente sono buone”, replicano fonti sanitarie e carcerarie sottolineando che quanto riportato dal legale “non corrisponde al quadro clinico”.
“Il paziente viene seguito con puntualità e sta facendo terapie neoplastiche ambulatoriali che sono compatibili con la sua malattia. Se fosse servito il ricovero, avrebbe fatto cure in ospedale” spiegano ancora fonti sanitarie che non nascondono una certa irritazione.
Secondo quanto si è appreso, in seguito alla seconda chemio, somministrata il 6 febbraio scorso, il 60enne non ha avuto problemi legati agli effetti collaterali. Intanto, lo staff di oncologi guidato dal primario dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, Luciano Mutti, è pronto ad assolvere il compito assegnato nel rispetto del piano terapeutico già predisposto.





