SULMONA – Mentre a Sulmona (L’Aquila) il comitato “Insieme per Fabrizia Di Lorenzo Onlus”, costituitosi per mantenere viva la memoria della giovane rimasta vittima dell’attentato terroristico ai mercatini di Natale di Berlino lo scorso anno, si prepara a celebrare il primo anniversario di quella drammatica tragedia che ha scosso l’intera comunità abruzzese, il governo tedesco ammette di non aver fatto abbastanza per garantire la sicurezza.

La Germania “non era preparata” a un attentato della portata di quello accaduto a Breitschaidplatz, e “un riconoscimento statale”, come quello avvenuto a Parigi in una circostanza analoga, “è mancato”, ha detto Kurt Beck, delegato del governo per i familiari delle vittime.

“Ora ci sarà un recupero il 18 con un incontro in cancelliera e il 19 con una commemorazione”, ha continuato, citando l’incontro del presidente tedesco con i parenti delle vittime dell’anno scorso, ritenuto però insufficiente dai familiari delle vittime, che in una lettera aperta hanno rimproverato ad Angela Merkel di non aver ricevuto le sue condoglianze ad un anno dall’attentato.

Il 19 dicembre del 2016 il tunisino Anis Amri travolse la folla del mercatino della Chiesa della Memoria con un camion, uccidendo 12 persone fra cui l’italiana Fabrizia Di Lorenzo.

E per lunedì prossimo al teatro Maria Caniglia di Sulmona, alle ore 17,30, il comitato nato per ricordarla ha organizzato un evento culturale al quale parteciperanno, tra gli altri, il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti.

“Come era già avvenuto nella giornata di presentazione del comitato anche l’evento del 18 dicembre sarà caratterizzato da performance di danza, musicali e teatrali, grazie agli operatori culturali della città di Sulmona che si sono proposti gratuitamente”, dice in una nota la presidente, Giovanna Frattaroli.

Prevista la presenza anche del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, Giovanni Legnini, della senatrice di Forza Italia Paola Pelino, del comandante generale dei carabinieri, il generale di Corpo d’armata Tullio Del Sette, del comandante regionale della Guardia di finanza, generale di brigata Flavio Aniello, del vice direttore generale della Pubblica sicurezza Luigi Savina.

E se Beck ha anche annunciato che i risarcimenti alle famiglie potrebbero essere considerevolmente aumentati, il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, ha assicurato che si farà promotore del cambiamento nel governo che dovrà modificare le leggi in materia.

Un tentativo di correre ai ripari, con cui il governo tedesco risponde anche alla denuncia della famiglia della ragazza di Sulmona.

I genitori raccontarono dalle pagine del Corriere della Sera di aver trovato i tedeschi “disorganizzati, insensibili e incompetenti”. Oggi arriva un’ammissione di colpa, senza troppi sconti. I dettagli delle falle dell’organizzazione sono contenuti in un rapporto che Beck ha illustrato alla stampa, a Berlino, a pochi giorni da una lettera di accusa dei parenti che si sono rivolti direttamente alla cancelliera, criticata per non aver ancora fatto le condoglianze di persona.

“È mancato un riconoscimento dello Stato, come quello che si è avuto in Francia”, ha affermato Beck, senza tentare giustificazioni. Ma su questo si intende “recuperare”: i parenti delle vittime, incontrati a caldo della tragedia dal presidente tedesco, saranno ricevuti adesso dalla cancelliera, il 18 dicembre. Nelle pagine redatte da Beck non si parla solo di questo però: si descrive l’ottusità di una macchina organizzativa, che ha spesso brutalmente mancato di tatto nei confronti di chi, nel periodo di Natale, si è trovato a dover far fronte al dolore immane della perdita di un congiunto.

Sballottolati da un ospedale all’altro, per cercare i parenti colpiti, in molti casi i familiari delle vittime hanno dovuto attendere addirittura tre giorni per l’identificazione dei loro cari. “Un’attesa che non si comprende dal momento che i volti erano ancora riconoscibili e c’erano i documenti di identità”, ha spiegato Beck. Per non parlare del conto spedito alle famiglie dopo le autopsie. Tutte esperienze orribili, per errori che “non si dovranno ripetere”.

Anche i risarcimenti sono una questione aperta: in Germania se perdi un fratello in circostanze del genere prendi 5.000 euro, se perdi il compagno di vita 10 mila. In altri Stati Ue si riconoscono cifre molto più alte, ha affermato Beck, chiedendo di rivedere le norme che regolano la materia. “Metteremo a disposizione più risorse per i risarcimenti”, ha affermato il ministro Maas, dicendosi fiducioso che la questione si possa risolvere a livello di governo.