L’AQUILA – Non ce l’ha fatta Astrid, l’artista di strada, la busker, di origini austriache, che da un mese combatteva con la sua malattia.
Lei che con il suo sorriso radioso e sempre pronto, tra palloncini colorati che assumevano le forme di cerbiatti e topolini e i cani ha fatto divertire i cittadini di Sulmona (L’Aquila), gli stessi che la consideravano ormai un pezzo della città.
Dopo la sua morte, la cui notizia è rimbalzata sui social, è partita la gara di solidarietà: una raccolta fondi per aiutare i “quattro diavoli”, come vengono chiamati i figli della coppia austriaca e il marito Hubert a cui, come a tutti i sulmonesi, ora è venuto a mancare un prezzo di vita.
Astrid lascia infatti quattro bambini, biondi, biondissimi: un contrasto che faceva bene al cuore, perché la loro scelta di vivere per strada come artisti era esaltata da quella discendenza nordica.
Una scelta di vita che dalla ricca Austria li aveva portati a risiedere sulle montagne d’Abruzzo, a Casoli, e a frequentare a cadenze periodiche, come legati da un filo indissolubile, Sulmona e la sua gente.
Erano lì, qualche volta vicino all’acquedotto, altre in piazza XX settembre, con il sole o con la pioggia, ad accendere i sorrisi e scaldare il cuore, a movimentare il corso con la musica del sassofono, con i giochi di prestigio, con gli abiti da clown, restituendo alla città una veste un po’ più turistica e allegra.
Il male maledetto ha ucciso Astrid in un solo mese, togliendola ai suoi cari, al marito Hubert e ai quattro figli e spegnendo la gioia di una famiglia di strada che era diventata famiglia di tutti i sulmonesi.






