SULMONA – Gli avvocati del foro di Sulmona (L’Aquila) nella previsione della soppressione di piccoli tribunali, nell’ultima assemblea hanno deliberato all’unanimità di “sollecitare i parlamentari, le istituzioni e le forze politiche abruzzesi affinché chiedano formalmente al ministro della Giustizia di individuare, nel rispetto della legge delega numero 148 del 14 settembre 2011 di conversione del decreto legge 13 agosto 2011 numero 138, gli indici obiettivi dei criteri della specificità territoriale e della situazione infrastrutturale, con particolare riferimento ai principi di cui agli articoli 3, 24, 25 e 111 della Costituzione della Repubblica italiana di tutela del diritto insopprimibile dei cittadini all’accessibilita alla giustizia”.

Stando a quanto rilevato dal Consiglio dell’ordine forense: “che i criteri e principi direttivi contenuti nella legge delega non sono in rapporto di alternatività o sussidiarietà, evidentemente al fine della salvaguardia delle specificità territoriali e infrastrutturali e delle esigenze di presidio giurisdizionale”.

Il Ministero della Giustizia e il gruppo di studio ministeriale all’uopo incaricato, secondo gli avvocati sulmonesi: “Si stanno muovendo e si muoveranno nella direzione della semplificazione delle presenze di presidi giudiziari sul territorio, attraverso l’utilizzo di parametri, meramente numerici (densità popolazione e sopravvenienze attive), conseguendone che soppressioni e, o accorpamenti saranno la risultante dell’applicazione di uno solo dei criteri previsti dalla legge delega e tale metodo, quindi, è illegittimo e in netto e assoluto contrasto con la legge delega sia perché si discosta, immotivatamente, dai criteri e principi direttivi concorrenti in essa espressamente previsti, sia perché, altrettanto immotivatamente, avrà l’effetto di comportare, nel distretto della Corte d’Appello di L’Aquila, nuovi e maggiori oneri a carico della finanza pubblica”.