SULMONA – “Abbiamo letto il comunicato stampa della Get Energy Prime Italia Srl in cui si dichiara ‘non chiamatelo inceneritore”, in riferimento all’impianto di gestione dei rifiuti plastici che vorrebbe realizzare a Sulmona. Effettivamente, parafrasando Troisi nel film Ricomincio da tre potremmo chiamarlo Ugo. Peccato però che sia la stessa azienda, nella documentazione depositata alla Regione, nella parte non secretata, a classificare l’impianto come inceneritore, destinato all’incenerimento di rifiuti urbani e speciali”.
Lo afferma il Forum H20, in merito al progetto presentato al Comitato di Valutazione di impatto ambientale, della Get Energy Prime Italia di Roma, per un impianto che dovrà trattare 47.050 tonnellate all’anno di rifiuti. Un impianto che sottopone a pirolisi i rifiuti plastici per produrre un gas e un olio da bruciare per produrre energia.
Pregetto per un inceneritore, assicura Forum H20, alleganto lo screenshot “dell’inequivocabile” passaggio della pagina 7 della Sintesi Non Tecnica
“D’altro lato era stata la stessa regione Abruzzo a evidenziarlo nel precedente parere di maggio 2025 con il quale mandava a Valutazione di Impatto Ambientale il progetto fondato sulla “dissociazione molecolare dei rifiuti” con successiva combustione del gas e dell’olio ottenuto dai rifiuti (e relative emissioni in atmosfera attraverso camini). L’amministratore della società deve aver talmente introiettato il concetto che, forse per troppa ansia da prestazione industriale, intanto ha pensato bene di…. dissociarsi da sé stesso”.
E aggiunge la nota: “sulla questione della secretazione dei dati sugli inquinanti emessi dall’impianto si richiama la necessità di salvaguardare segreti industriali. Facciamo notare che da decenni leggiamo i dati delle emissioni di centinaia di aziende, ed è la prima volta che ci imbattiamo in una tale lunare richiesta, del tutto infondata perché stiamo parlando delle emissioni ai camini alla fine di tutto il processo industriale. Che è poi quello che respirerà la valle peligna la quale ha tutto il diritto di sapere anche per presentare le osservazioni al progetto in maniera consapevole e informata”.




