SULMONA – Si chiude in anticipo l’era di Giuseppe Ranalli al Comune di Sulmona (L’Aquila).
Nella serata di giovedì, nove consiglieri hanno sottoscritto le dimissioni, portando all’inevitabile scioglimento del Consiglio comunale e alla caduta del sindaco, eletto nel 2013.
Tra i protagonisti decisivi della crisi, i 4 consiglieri di Sulmona al centro, collegati all’assessore regionale Andrea Gerosolimo.
Un vero esperto di crisi, visto che per accaparrarsi la poltrona in Giunta regionale lo scorso autunno ha aperto una verifica in Regione Abruzzo con la scusa dei finanziamenti alla cultura, anche se lui stesso ha smentito la sua regia nel caso-Ranalli e ha anzi affermato di aver tentato la ricucitura in ogni modo, ma invano.
Gli altri 5 giustizieri di Ranalli sono 2 di Forza Italia, 2 del Partito democratico e 1 della lista civica Sulmona bene in Comune (Sbic).
La chiusura anticipata della consiliatura si concretizzerà con la firma da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, del decreto di scioglimento del Consiglio.
Se l’atto sarà formalizzato entro il 24 febbraio, il periodo di vacatio si chiuderà rapidamente con la nomina di un commissario che traghetterà l’amministrazione fino alle elezioni comunali del prossimo giugno.
“Ho fatto tutto quanto era nelle mie possibilità, innanzitutto dal punto di vista istituzionale e poi da quello personale. Ho la coscienza a posto – ha scritto Gerosolimo sulla propria pagina Facebook – Nonostante la nostra forza, composta da quattro consiglieri comunali, militasse tra i banchi della minoranza abbiamo fatto di tutto per evitare il quinto commissariamento della Città”.
“Coloro che sono stati ingiustamente definiti ‘gerosolimiani’ hanno mostrato grande responsabilità nei confronti della Città, un alto senso delle istituzioni ma, sopratutto, una loro capacità decisionale – ha aggiunto – Dal giorno in cui ho affisso il primo manifesto per le elezioni regionali sono stato oggetto, da parte di autorevoli esponenti del centrosinistra cittadino, di un crescendo di offese, insulti e azioni tese unicamente a fare del male a me stesso e a tutti coloro che erano al mio fianco”.
“Nonostante questo ci è sembrato doveroso tentare la soluzione del governo tecnico. I vecchi famelici della politica sulmonese non lo hanno permesso. È giusto che siano i cittadini a scegliere il futuro della nostra meravigliosa Città”, conclude.






