L’AQUILA – Sta seminando discussioni e polemiche in tutto l’Abruzzo il caso della ragazza vittima di uno stupro di gruppo la scorsa notte all’esterno della discoteca Guernica di Pizzoli (L’Aquila).

Dopo il sindaco del comune dell’Aquilano, Angela D’Andrea, che ha definito quanto avvenuto “sconvolgente” e che auspica la cattura dei responsabili al più presto, tocca all’avvocato aquilano Simona Giannangeli, del Centro antiviolenza per le donne.

“Siamo addolorate per lo stupro della ragazza di venti anni avvenuto a Pizzoli – scrive in una nota – stupro di gruppo, si è detto. Siamo piene di rabbia, di quella rabbia antica e familiare che si scatena quotidianamente dentro di noi, che operiamo in un Centro antiviolenza per le donne e accogliamo ogni giorno le storie delle donne, intrise di violenze commesse da mariti, fidanzati, conviventi”.

“Siamo piene di questo dolore sordo mescolato a rabbia intensa – aggiunge l’avvocato aquilano – perché ancora una volta uno, due, tre, quattro uomini o ragazzi, quale che sia la loro età e il loro passaporto, hanno disposto del corpo di una donna come di un personale territorio di caccia, segnando con crudeltà la vita di questa ragazza, interrompendo i suoi sogni, leggeri e intatti come possono esserlo a vent’anni”.

“Siamo indignate – continua la Giannangeli – perché lo stupro di una donna riguarda tutte noi e tocca ciascuna di noi in profondità. Siamo vicine a questa giovane donna e vogliamo dare il nostro contributo, affinché le vengano restituite almeno verità e giustizia, laddove un gruppo di maschi, in pochi minuti, l’ha privata del diritto a vivere libera dalla violenza”.

“Noi ci saremo anche quando si svolgerà il processo a carico dei responsabili – conclude la nota – e ci costituiremo parte civile, per rivendicare per tutte noi il diritto intangibile a vivere libere dalla violenza degli uomini”.