L’AQUILA – La Procura della Repubblica dell’Aquila ha aperto un fascicolo per calunnia con 15 indagati appartenenti al mondo scolastico. Il caso riguarda un istituto superiore della Marsica, già finito al centro delle cronache dopo la denuncia della madre di uno studente che, a suo dire, sarebbe stato ingiustamente isolato dalle attività extrascolastiche. Il procedimento fa il paio con l’inchiesta già avviata dalla Procura di Avezzano (L’Aquila) nei confronti della scuola per abuso d’ufficio.

Tutto ha avuto inizio a novembre del 2024, secondo quanto riporta il Centro, quando uno studente di 16 anni fu allontanato dalle iniziative fuori dal contesto di classe, come attività sportive e culturali. A detta della scuola, l’alunno aveva manifestato in più occasioni atteggiamenti molesti e vessatori nei confronti dei compagni. Per la madre, invece, tutto era riconducibile a una bestemmia proferita durante un viaggio d’istruzione.

La denuncia del genitore non aveva prodotto risultati. Le istituzioni competenti avevano riconosciuto la buona fede della scuola e ammesso i comportamenti lesivi della serenità dei compagni da parte del giovane. Fu quindi la dirigenza dell’istituto, in accordo con l’ufficio scolastico regionale, a presentare querela contro il ragazzo per atti persecutori verso i compagni. Anche quelle accuse caddero nel vuoto e la querela fu archiviata.

Poi l’ultimo atto di un botta e risposta dai contorni estremamente delicati: il doppio esposto depositato nelle due Procure, nel quale si accusano di calunnia e abuso d’ufficio quindici diversi professionisti del mondo scolastico che ora si ritrovano indagati nell’ambito di una vicenda complicata con accuse comuque tutte da provare.

Il fascicolo per calunnia si basa sulla denuncia per atti persecutori presentata dalla scuola nei confronti del ragazzo. Quello per abuso d’ufficio, invece, per presunta violazione del Dpr 249/1998 (statuto degli studenti).