L’AQUILA – Era stato il primo ad opporsi alla proposta di realizzare una moschea all’Aquila perchè il progetto non era stato condiviso da tutte le comunità degli immigrati presenti nel capoluogo, adesso il presidente dei musulmani moderati d’Italia Gamal Bouchaib si sofferma sulla strage di siriani cattolici di Bagdad, dove sono morte decine di persone.
“Cosa sarebbe successo se fosse successo in una moschea in occidente?” si chiede Bouchaib, presidente anche della consulta per gli stranieri dell’Aquila, che se da un lato esprime solidarietà alle vittime dall’altro stigmatizza il silenzio della comuntià musulmana sull’accaduto, sottolineando come sia necessaria più “reciprocità” tra le culture cristiano-cattolica a quella musulmana.
LA LETTERA DI BOUCHAIB
“Ci sentiamo vicini ai fratelli cristiani in un giorno di lutto come questo dove abbiamo perso bambini , donne, adulti a causa dell’ideologia terrorista dell’odio di un gruppo di mostri fomentati da un certo estremismo“ commenta cosi il presidente dei musulmani moderati in Italia Gamal Bouchaib l’attacco alla chiesa siriano cattolica a Bagdad che è costato la vita a 55 persone e 70 feriti.
“Ci chiediamo Cosa accadrebbe se un simile episodio avvenisse ai danni di una moschea in occidente? Si sarebbero sollevati gli scudi gridando alla discriminazione. Invece notiamo un certo silenzio da parte dei musulmani che, purtroppo, troppo spesso ,ignorano il significato e l’importanza del concetto di reciprocità”.
“Questi attacchi hanno l’obiettivo di fomentare l’odio tra le religioni e lo scontro di civiltà ma non permetteremo che ciò accada perché il dialogo interreligioso deve continuare sgombrando il campo dalla paura e dalla morte .Noi non ci fermeremo perché non siamo disposti a rinunciare al principio secondo il quale la vita è sacra ed inviolabile”.






