L’AQUILA – “Ho forti dubbi sull’accoglienza cristiana che potrebbe essere riservata a Berlusconi e Bertolaso all’Aquila, mi meraviglia la faccia tosta con cui pensano di risolvere i problemi”.

Così il candidato sindaco della Destra a Roma, Francesco Storace, sulle ultime uscite dell’ex premier che lanciando la candidatura dell’ex capo della Protezione civile ha rivendicato i meriti nella gestione dell’emergenza terremoto del 2009, dicendo prima che L’Aquila li accoglierebbe “come eroi”, e poi che li porterebbe “come Gesù e la Madonna”.

Noncurante del Movimento Cinque Stelle e di Roberto Giachetti del Pd, il primo avversario, per Storace, sembra essere proprio Bertolaso: “Solo togliendolo di mezzo – dice ad AbruzzoWeb – c’è modo di ricomporre il centrodestra”.

“Basta escluderlo e lasciarlo assistere dal suo avvocato”, aggiunge in riferimento ai guai giudiziari dell’ex capo della Protezione civile, tra cui il processo Grandi rischi bis, la cui udienza è stata per l’ennesima volta rinviata tra le polemiche la scorsa settimana e sul quale rischia di intervenire la prescrizione.

“Ci sono tanti elettori che mi chiamano e mi dicono ‘vai avanti perché se vado a votare è solo perché ci sei tu’, quindi più alta è l’affluenza maggiori sono i voti per me – dice – ed è evidente che c’è una repulsione per i partiti ridotti a cave, quel che emerge soprattutto in periferia è che il partito può dire quel che gli pare, ma oggi per fortuna non è più come in passato quando si faceva quel che diceva il partito e basta”.

“I primi ad essere delusi credo siano proprio gli esponenti del Pd – aggiunge a proposito del flop di partecipazione alle primarie del centrosinistra di domenica – sono rammaricato per una occasione perduta dal centrodestra, se si fosse dato retta alla mia proposta di primarie in contemporanea avremmo portato il doppio degli elettori. Una follia non accettare la mia proposta!”.

“So che sta nascendo un comitato di abruzzesi per Storace sindaco – aggiunge – aspetto di poterli incontrare per poter formalizzare la loro proposta, sono felice anche io, da figlio dell’Abruzzo, visto che mio padre riposa al cimitero di Sulmona”.

Gli abruzzesi che vivono a Roma sono più di mezzo milione, una fetta di elettorato decisamente incisiva.

Verso la Capitale, l’Abruzzo guarda da sempre con attenzione: il miglioramento dei collegamenti con Roma sarebbero una manna per lo sviluppo della regione. “Quello che più è incredibile è il trasporto ferroviario, è impensabile programmare un viaggio in treno!”, afferma Storace che ritiene necessario un “concerto vero tra Regione, Stato e città, ma non si può fare con la ‘somma urgenza’, tanto per restare in tema Bertolaso”.

Non solo gli abruzzesi, ma anche i romani “sono assolutamente interessati a collegamenti più rapidi, essendo l’Abruzzo meta di soggiorni da parte di moltissimi romani”. “Io personalmente sono un amante del treno e mi piacerebbe poterci andare con un mezzo che ha la sua convenzienza, ma non per l’Abruzzo”, conclude.