L’AQUILA – “Certamente la curva epidemiologica si sta abbassando e i dati ci fanno ben sperare, ma noi continuiamo ad essere presenti in prima linea. Ci rammarica venire a conoscenza che da un giorno all’altro ci viene negata dalla nostra amministrazione regionale l’agevolazione per l’esenzione del pedaggio, perché ci accingiamo a divenire zona bianca, mentre a livello nazionale l’emergenza è stata prorogata fino al 31 luglio”.
È un passaggio della lettera che un’operatrice sanitaria ha inviato al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, a seguito dell’interruzione, dallo scorso 24 maggio, dell’esenzione dal pedaggio autostradale sulla A24, per il personale sanitario impegnato nell’emergenza Covid-19.
Una decisione presa “a fronte del mutato quadro epidemiologico”, secondo quanto riferito da Marsilio che ha ringraziato la concessionaria Strada Dei Parchi per aver consentito l’esenzione nei mesi scorsi, che però ha sollevato malumori tra gli operatori sanitari che quotidianamente percorrono l’autostrada per prestare servizio negli ospedali della regione.
In questo caso, la tratta è L’Aquila-Teramo, e l’operatrice sanitaria, anche a nome dei sui colleghi, chiede al presidente della Regione la proroga dell’esenzione per “chi, come noi, è costretto a spostarsi dalla propria residenza per esigenze di lavoro e per mettere a disposizione della collettività, in questo momento di emergenza sanitaria, la propria professionalità”.
Questa situazione, si legge ancora nella lettera, “ha comportato sicuramente dei sacrifici importanti per noi e per le nostre famiglie, ma con passione e determinazione andiamo avanti con forza nella nostra missione”.
“Continuiamo ad indossare ogni giorno tutti i dpi necessari a proteggerci ed il lavoro diviene molto più faticoso in tali condizioni”, e viene sottolineato come lo stop all’esenzione “avrà come conseguenza immediata un aumento di spesa notevole per gli spostamenti, dal momento che si è costretti a viaggiare con mezzi propri, vista l’incompatibilità di orario dei mezzi pubblici”.
“Le chiediamo pertanto – conclude la lettera – di prorogare l’esenzione o trovare una diversa forma di agevolazione sino alla fine dell’emergenza sanitaria, come da disposizioni del Governo centrale”.






