L’AQUILA – “Non glielo consento! Stia zitto”.

È virale sul web – e finisce al centro della polemica politica – l’affondo dell’81enne giornalista e personaggio televisivo  aquilano Bruno Vespa, nello studio di Porta a Porta, contro il deputato Pd Peppe Provenzano che aveva ironizzato sulla sua presunta parzialità.

“Toni inaccettabili” per i dem, che chiedono alla Rai “una netta presa di distanza”, mentre Fratelli d’Italia fa quadrato attorno al conduttore, “baluardo indiscusso di pluralismo” nelle parole di Augusta Montaruli. Vespa si difende, sottolineando di aver ricevuto da Provenzano “la più grave delle offese per un giornalista”.

Lo scontro si è consumato durante uno scambio tra Provenzano e Lucio Malan, capogruppo FdI al Senato. “Prima ha parlato, adesso lasci parlare”, è intervenuto Vespa rivolgendosi a Provenzano. “Stavamo interloquendo dottor Vespa, è legittimo, siamo in uno studio democratico”, la risposta del responsabile esteri del Pd.

Il conduttore, indicando la sua poltrona, ha chiesto allora a Provenzano: “Vuole venire al posto mio?”. E il deputato dem: “Ci mancherebbe, non lo farei mai. Forse dovrebbe sedersi da quella parte”, ha aggiunto, indicando lo spazio del centrodestra. A quel punto Vespa ha perso le staffe: “Questo non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. Adesso stia zitto, lasci parlare gli altri per favore”.

Una reazione “inaccettabile e sproporzionata”, secondo gli esponenti Pd in Vigilanza.

Vespa replica: “Come sanno bene Agcom e Rai, Porta a Porta ha sempre fatto dalle origini della par condicio costante la sua forse stupida religione (in questa stagione il Pd è da noi numericamente presente più di ogni altro partito). Ma comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano – che ha avuto un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente – rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale”.

Il centrodestra si schiera con il giornalista: “Il Pd non ha idee ma vuole epurare Vespa”, attacca il responsabile organizzazione FdI Giovanni Donzelli. “Forse a forza di andare su La7 e in programmi smaccatamente faziosi la sinistra si è abituata e ritiene che sia normale interrompere, impedire di parlare e chiedere di cacciare chi non glielo lascia fare”, aggiunge il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami. Solidarietà a Vespa anche da FI, Lega, Noi Moderati e Udc.

Boccia invece la sfuriata del conduttore il consigliere Rai Roberto Natale: “Non è da servizio pubblico quell’invettiva priva di freni, col dito puntato e la voce strozzata dall’ira”, “il Vespa di un tempo, rivedendo il video a mente fredda, si scuserebbe di toni così scomposti. È ancora in tempo a farlo oggi”.

E l’Usigrai definisce “inaccettabile che i vertici Rai gli garantiscano uno status di intoccabile”.

Si smarca l’Unirai: “I dati Agcom attestano in maniera chiara il pieno rispetto del pluralismo” da parte di Porta a Porta.