ATESSA – Garanzia dell’occupazione e salvaguardia degli stabilimenti al primo posto, “questo l’azienda deve metterselo bene in testa”.
Netti i sindacati che chiedono certezze sul futuro degli stabilimenti e quindi dei livelli occupazionali, aspetti non del tutti chiariti nell’incontro al Mise con il ministro Adolfo D’Urso e Stellantis, dove si è parlato anche della ex Sevel di Atessa (Chieti), importante cuore dell’automotive per l’ Abruzzo e tutto il centrosud.
Nel corso della riunione è arrivata anche la notizia di una nuova sospensione dell’attività lavorativa alla Fca Italy della Val di Sangro per mancanza di componenti per l’allestimento dei furgoni Ducato. L’azienda ha comunicato alle organizzazioni sindacali lo stop produttivo per 4 giorni, a partire dalle 22.15 di domani, mercoledì 15 febbraio, fino alle 5.45 di sabato 18 febbraio. Questi turni di lavoro persi saranno considerati dalla direzione aziendale recuperi produttivi. Il reparto di CKD della Lastratura lavora regolarmente.
Al tavolo il ministro, riferiscono i sindacati, ha chiesto conto all’azienda dell’utilizzo delle risorse pubbliche e del fatto che degli incentivi erogati dallo stato a Stellantis (quasi 2 miliardi di euro) solo il 45% è stato destinato in Italia.
Insomma, è stata plateale e ferma la richiesta di rassicurazioni sul futuro degli stabilimenti nazionali e sulla filiera produttiva.
Come spiegato dall’Usb: “in un contesto complesso come quelle transizioni digitale ed ecologica, il Governo si interroga sul fatto che in questo momento Stellantis sta allineando, rispetto a queste transizioni, altri Paesi e altri stabilimenti fuori dall’Italia, a scapito di quelli del nostro”.
Le risposte dell’azienda, è stato evidenziato, “sono state nervose e generiche, un elenco infinito di progetti e prodotti che però contrastano fortemente col quadro occupazionale attuale e sulla condizione dei lavoratori di tutto il gruppo. Il mantra di Stellantis alla fine è sempre lo stesso, rivendicato anche a questo tavolo: più incentivi per tutto”.
“Servono incentivi per il passaggio all’elettrico, servono incentivi al sostegno della domanda, servono incentivi per le infrastrutture, serve il supporto alla cancellazione della normativa Euro7, serve il sostegno al costo dell’energia e servono incentivi per il passaggio all’autoproduzione della stessa. Insomma, Stellantis vorrebbe che sia sempre domenica”.
Usb presente per la prima volta ad un confronto diretto con l’azienda, in presenza del Governo, ha posto con forza alcuni elementi di riflessione e di rivendicazione: “È chiaro a tutti che sul piano strategico il Governo deve recuperare un pezzo di governance, esattamente come avvenuto in Francia, con un suo intervento diretto. Pur riconoscendo al ministro una discontinuità nell’interlocuzione con l’azienda, è evidente come oggi ci sia un condizionamento determinato dal peso di una fusione che ha spostato il baricentro decisionale tutto su PSA e quindi sulla Francia, col rischio che il nostro paese venga lasciato ai margini sia produttivi che di innovazione tecnologica e di occupazione dentro al quadro delle due transizioni”.
“Al tavolo, è necessario affrontare dentro al tema dei nuovi prodotti, soprattutto il tema occupazionale. Serve in sostanza capire in che modo le parole di Stellantis si traducono sul piano occupazionale e produttivo. Sappiamo perfettamente che oggi un nuovo prodotto, anche innovativo, corrisponde ad un minor numero di occupati e su questo vogliamo risposte”. Usb ha posto l’esigenza della condizionalità degli incentivi e dell’intervento di stato. Serve che la discussione al tavolo Stellantis prosegua nella certezza che l’intervento economico di stato su investimenti progetti ed incentivi sia sancito anche con un accordo dove sia palese il ritorno e la verifica sull’impatto sociale ed occupazionale che questi determinano.
Per Usb, “la garanzia dell’occupazione e la salvaguardia degli stabilimenti deve essere messa al primo posto, e questo l’azienda deve metterselo bene in testa”.
Come ha riferito Alfredo Fegatelli, segretario provinciale della Fiom Cgil di Chieti: “L’azienda oltre ad aver chiesto finanziamenti non è entrata nello specifico del piano industriale. Rispetto a Sevel, pur dichiarando la centralità dello stabilimento, non hanno fatto riferimento a investimenti o a nuovi modelli. Hanno parlato dell’accordo con Toyota senza quantificare di quanti furgoni parliamo e i volumi che questo accordo produrrà, tanto meno se le produzioni eventualmente previste saranno destinate anche allo stabilimento di Gliwice, mai menzionato nella discussione da parte dell’azienda. Nella discussione è emersa l’intenzione dell’azienda di proseguire con il processo di internalizzazione delle attività, questa attività metterà ulteriormente in difficoltà le aziende dell’indotto. Durante l’incontro è arrivata la notizia della fermata dello stabilimento di Atessa Sevel, dimostrando di nuovo la non capacità di programmazione da parte del gruppo. Questa situazione si ripercuote negativamente sulle aziende dell’indotto e clienti”.
Quanto alla Uilm, il segretario generale Rocco Palombella e quello nazionale Gianluca Ficco hanno osservato: “Spendere bene le risorse e avere un confronto continuativo per fronteggiare il passaggio all’elettrico. Ad Atessa si conferma la piattaforma del Ducato, che si gioverà anche degli accordi con Opel e con Toyota. A Stellantis chiediamo di procedere con tutti i lanci programmati fino alla completa saturazione delle fabbriche”.






