L’AQUILA – Un confronto tra le politiche industriali sull’automotive, e per il controllo della Stellantis che in Abruzzo ha un importante insediamento. Questo il tema dell’intervento di Angelo Orlando, ex parlamentare ed ex consigliere regionale, che ospitiamo su Abruzzoweb.

Stellantis, auto e furgoni, Italia e Francia: le vite parallele del sovranismo verbale e di quello industriale.

Ora che anche Confindustria ha da ridire, e anche molto, sulla politica industriale del ministro Adolfo Urso, mentre divampa la polemica tra il Governo italiano e i vertici di Stellantis, è forse opportuno tornare indietro nel tempo e riannodare il filo della memoria, anche per il buon Calenda.

Il Corriere della Sera, nel gennaio del 2021, titolava “Stellantis, comanda Parigi: lo Stato francese e Peugeot sono i primi azionisti”. Nello stesso periodo della vicenda si interessava il Copasir (nel nel giugno dello stesso anno Adolfo Urso diventava presidente dell’organismo e sottoponeva a Giancarlo Giorgetti il problema sulle procedure di fusione di FCA e Psa Peugeot Citroen, arrivando a proporre, tardivamente e senza successo,  l’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti in Stellantis).( cfr. STARTMAG-24 gennaio 2024).

Ora,”… La fusione tra FCA e Peugeot, …….,sta mostrando un chiaro sbilanciamento a favore della Francia……:tra il 2024 e il 2026 l’Italia produrrà 13 nuovi modelli, rispetto ai 24 previsti per la Francia.  Questo squilibrio si riflette anche nella produzione di auto ibride elettriche, con un solo stabilimento italiano dedicato( a Torino Mirafiori) contro cinque in Francia… brevetti acquisiti da Stellantis: gli italiani ne hanno conseguiti 166 contro i 1239 dei francesi… Giancarlo Giorgetti  ha espresso preoccupazioni per il futuro economico del paese, prevedendo una possibile riduzione del 18% del Pil nei prossimi 18 anni. Questo scenario potrebbe disincentivare ulteriori investimenti in Italia da parte di figure chiave come Elkann  o Tavares di Stellantis” ( STARTMAG, 20 novembre 2023).

Per la cronaca, nel 2022  i 27 paesi europei e il Regno Unito hanno costruito 12.025.961 vetture:

Germania      3.480.357,

Spagna         1.785.432,

Francia         1.010.466,

Regno Unito    775.014,

l’Italia               473.194.

Oggi, l’obiettivo del ministro Urso è quello di rinnovare il mito del milione: dopo il milione di posti di lavoro del 1994, il milione di veicoli dal 2024!

In sintesi l’Italia, ottava in graduatoria, vuole raggiungere la Slovacchia al quinto posto, con quel milione che viene solo “assemblato” negli stabilimenti slovacchi. ( la Turchia con le sue 810.889 vetture prodotte nel 2022  ci “doppia” (motori.it, 16 giugno 2023).

Ma, come si arriva alla tempesta di gennaio ed all’anatema scagliato contro Stellantis dal Presidente del Consiglio e dal mirifico ministro Urso?

Ecco alcune tappe:

–  14 febbraio 2023 – Incontro a Palazzo Piacentini: Stellantis, Urso: “Vogliamo rilanciare la produzione, valorizzare la filiera e tutelare l’occupazione”.

–  6 luglio 2023 – Carlos Tavares, in pieno conflitto con il Ministro francese dell’industria dichiara: “ Abbiamo investito in Francia e produciamo veicoli elettrici in tutti gli stabilimenti, non vedo perché dovrei creare progetti in perdita. Ho la responsabilità di fare le scelte giuste per non compromettere il futuro dell’azienda. Dialoghiamo con i governi di Italia e Francia, che sono benintenzionati, sono di supporto, ma Stellantis produce dov’è competitiva”.

– 10 luglio 2023 – Il Ministro Urso, che probabilmente non guarda quello che succede in Francia, incontra Tavares: Entro fine luglio l’accordo di transizione.

– 11 novembre 2023 – Stellantis invia 15.000 mail ai suoi dipendenti per spingerli all’esodo volontario ( clubalfa).

– 13 novembre 2023 – Urso: “ Stiamo per firmare l’accordo con Stellantis” ( Quattroruote).

– 6 dicembre 2023 – “ Oggi si insedia un tavolo di sistema con tutti gli attori. L’obiettivo è di raggiungere con Stellantis almeno 1 milione di veicoli prodotti nel nostro paese”. Lo ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo il tavolo sull’automotive.” Dobbiamo destinare le risorse che abbiamo per aumentare la produzione italiana in modo progressivo e continuativo fino a raggiungere quell’obiettivo” (Ansa).

A seguire, in attesa di approfondimenti sul futuro di molti siti italiani (anche quello di Atessa?) si snocciola una serie di progetti di investimenti miliardari, mentre, vedi Melfi, l’indotto entra in piena crisi.

Passiamo, ora, al sovranismo industriale francese.

Ecco alcuni stralci della dichiarazione di Bruno Le Maire, Ministro dell’Economia, della Finanza e della Sovranità industriale e digitale sul settore automobilistico a Parigi, dichiarazione pubblicata sul sito de “vie publique” il 24 ottobre 2023:

“… Confermo l’obiettivo fissato dal Presidente della Repubblica di arrivare alla produzione dei 2 milioni di veicoli elettrificati in Francia entro il 2030, con una tappa intermedia di 800.000 nel 2027… Ci sono 350.000 dipendenti (poco più di 45.000 in Italia) 3000 siti produttivi, competenze know-how e tecnologie senza dubbio tra le migliori e le più avanzate al mondo… Il secondo vantaggio sono le batterie elettriche… entro 15 anni saremo in grado di produrre sul territorio europeo le migliori batterie elettriche al mondo… Insieme abbiamo inaugurato il primo stabilimento ACC a Douvrin che è un modello. Apriremo un totale di quattro gigafactory in Francia con Verkor, Envision e Prologium – a quando Termoli?-… Garantiremo anche l’approvvigionamento di metalli rari (nichel, cobalto, titanio, ecc.) perché non esistono batterie senza metalli”.

E ancora: “organizzeremo un “fondi metallici” che dovrà essere operativo entro l’inizio del 2024. Lo Stato metterà in questo fondo 500 milioni di euro. Vorrei che questo fondo rappresentasse un totale di 1,5 miliardi di euro… Il ruolo dello Stato in materia economica è garantirvi un quadro stabile… Dal lato dell’offerta, confermo che continueremo a finanziare il sostegno alla ricerca e lo sviluppo, il sostegno agli investimenti dei subappaltatori e il sostegno la formazione attraverso Francia 2030. A questo dedicheremo un budget di 2,6 miliardi di euro. Vorrei inoltre ricordare che la produzione di batteria elettrica in Francia beneficerà del “credito d’imposta sull’industria verde” che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2024. Nessuno Stato europeo sta facendo lo stesso, siamo i primi, come è stato fatto negli Stati Uniti con l’IRA, a mettere in atto un sistema fiscale così vantaggioso…”

Infine: “i risultati ci sono: creati più di 100.000 posti di lavoro industriale, aperte 300 fabbriche, nuovi settori industriali… (Vogliamo) una politica europea ancora più offensiva, che difenda davvero i nostri interessi economici e industriali… Una politica energetica che garantisca l’accesso a una elettricità a prezzi accessibili e senza emissioni di carbonio. Attualmente sto conducendo trattative con EDF”

Notate qualche differenza tra le due realtà?