CHIETI – Si è svolto oggi, presso la sede della Regione Abruzzo, un incontro convocato dall’assessore Tiziana Magnacca con la presenza del Presidente Marco Marsilio e dei vertici Stellantis, e dei sindacati per fare il punto sulla situazione dello stabilimento di Atessa (Chieti).

Per i sindacati “da oltre 6.000 lavoratori impiegati nell’ex stabilimento Sevel, si rischia di chiudere il 2025 con meno di 4.500 addetti, coperti da contratti di solidarietà. Una realtà che non può più essere ignorata, così come le ripercussioni sull’indotto”.

E ha  detto senza mezzi termini Marsilio: “la crisi dell’automotive preoccupa perché è globale e ha ripercussioni anche sul nostro territorio, con una realtà come Atessa che, persino nei tempi del Covid, aveva mantenuto livelli produttivi alti. È ora che l’Europa prenda coscienza delle conseguenze delle sue scelte”,

“Costringere le aziende a vendere un certo numero di veicoli elettrici, soprattutto furgoni, che il mercato non richiede, e multarle se non ci riescono, è una follia che dobbiamo scongiurare”, ha aggiunto.

Marsilio ha sottolineato di essere in stretto contatto con il governo nazionale: “Il ministro Urso è a Parigi e Berlino per incontrare i suoi omologhi francesi e tedeschi e portare avanti una richiesta forte alla Commissione europea per modificare regole che considero autolesionistiche. Continuare così significa alimentare lo spettro di chiusure e fallimenti anche per grandi gruppi come Stellantis”. Il presidente ha chiesto all’azienda “segnali concreti di volontà d’investimento a lungo termine su Atessa e sull’Abruzzo”, rilanciando il valore strategico di una filiera produttiva locale:

“È necessario – ha detto – proteggere la filiera corta, investire qui anziché dipendere da componenti prodotti in India o altrove. In un contesto globale sempre più instabile, avere una produzione in un territorio sicuro e pacifico come il nostro è una scelta di buon senso”. Infine, Marsilio ha parlato della possibilità di rafforzare la ricerca e sviluppo sul territorio e ha proposto la creazione di un impianto dedicato all’economia circolare, per la riconversione dei veicoli a fine vita: “Un progetto che può fare di Atessa un punto di riferimento anche per il recupero di materie prime e seconde, alimentando la fabbrica del futuro”.

Non nasconde la preoccupazione la Fiom Cgil.

“Nel corso dell’incontro, abbiamo illustrato le nostre preoccupazioni sulla situazione dello stabilimento Stellantis di Atessa e, in particolare, sull’indotto, mettendo in evidenza la carenza di investimenti sullo stabilimento abruzzese rispetto a quello polacco di Gliwice, dove, invece, sono stati già pianificati e realizzati da tempo.

Durante la riunione, Stellantis ha confermato le recenti dichiarazioni dell’amministratore Imparato, definendole un caso limite. Tuttavia, l’azienda ha ribadito che, in assenza di un intervento strutturale sulle attuali regole europee e sull’elevato costo dell’energia in Italia, si rischia un punto di non ritorno per la produzione nel nostro Paese. Abbiamo chiesto alla Regione di attivarsi immediatamente nei confronti del Governo affinché venga aperto un tavolo nazionale sull’automotive presso Palazzo Chigi. È urgente che l’esecutivo prenda in mano la situazione e si assuma la responsabilità di dare risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori.

“Purtroppo, dobbiamo constatare che non è arrivata una vera smentita delle parole di Imparato. Le sue affermazioni sono state derubricate a “esempio estremo”, ma restano un elemento sul tavolo della discussione. Usciamo da questo incontro con alcune conferme ma anche con molti dubbi. Non possiamo rassicurare chi ogni giorno tiene in piedi l’economia industriale di questa regione. L’unica cosa che oggi le lavoratrici e i lavoratori chiedono è chiarezza e certezze per il loro futuro”.

Il tavolo regionale per Stellantis ha confermato la centralità del sito abruzzese di Atessa, secondo quanto riferito dall’assessore Tiziana Magnacca, che “non verrà chiuso, nonostante le difficoltà legate alla transizione verde e ai cambiamenti geopolitici che colpiscono l’industria automobilistica europea”.

L’assessore Magnacca ha fatto il punto al termine dell’incontro convocato dalla Regione Abruzzo con i vertici dell’azienda. Presenti anche il governatore Marco Marsilio e i sindacati.

La Regione ha avanzato richieste precise, sottolineando il valore strategico del sito per il futuro del settore. Magnacca ha evidenziato che, oltre alla conferma degli investimenti ad Atessa (Chieti), è fondamentale la possibilità di “rispalmare” parte degli impegni assunti dal manager Jean-Philippe Imparato con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

“Un punto particolarmente strategico – ha sottolineato Magnacca – riguarda il sito Marelli di Sulmona, considerato cruciale per la Regione, insieme al sostegno all’indotto locale”. Un’altra richiesta dei vertici regionali riguarda un maggior impegno in ricerca e sviluppo, con l’ambizione di riportare in Italia, e idealmente in Abruzzo, attività cruciali. La Regione ha inoltre proposto di puntare sulla produzione di veicoli elettrici, con l’idea di recuperare i veicoli a fine vita attraverso l’economia circolare, generando nuove opportunità occupazionali.

Infine, l’assessore ha dichiarato che è “importante continuare a collaborare con gli organismi preposti in Ue per promuovere una transizione giusta e democratica”, chiedendo anche il riconoscimento della neutralità tecnologica. Azioni sono in corso anche all’interno dell’Assemblea delle Regioni dell’Automotive (Ara) per superare i vincoli normativi che ostacolano il sostegno alle imprese del settore.