CHIETI -“Siamo in presenza di un ulteriore ridimensionamento occupazionale, senza nessuna prospettiva di controtendenza. Solo qualche anno fa, i lavoratori della ex Sevel erano circa 6.000, oggi si è scesi a circa 4.800 e con quest’ultima dichiarazione di esuberi se ne perderanno altri 427 (400 in ex Sevel, 25 in Plastics e 2 negli Enti Centrali). A questi si aggiungono centinaia di lavoratori somministrati che negli anni non sono stati confermati o stabilizzati, contribuendo ulteriormente al calo occupazionale. La diminuzione del personale lascia intendere che quest’anno il livello produttivo, sceso da circa 1.250 furgoni al giorno a circa 850-870, rappresenterà il nuovo standard nei prossimi mesi”.
Lo fa sapere in una nota la Cgil a seguito dell’incontro, che si è tenuto ieri, tra le organizzazioni sindacali e Stellantis Atessa (Chieti) per discutere la procedura di incentivazione all’uscita (cosiddetta “Separation”) che coinvolge lo stabilimento ex Sevel, Stellantis Plastics e gli Enti Centrali.
La FIOM CGIL ha deciso di non sottoscrivere l’intesa.
“Senza piani industriali e senza chiare prospettive per il domani la Fiom non firma le uscite volontarie. Nel frattempo, continueranno fino al 31 dicembre 2025 i contratti di solidarietà, uno strumento che, lo ricordiamo, comporta una perdita salariale per le lavoratrici e i lavoratori oggetto di tale strumento”.
La FIOM CGIL “ribadisce con forza che non è accettabile proseguire su una strada fatta solo di uscite, tagli e riduzioni, senza alcuna strategia industriale, investimenti sul futuro del sito e del territorio, né garanzie per chi resta”.






