L’AQUILA – L’ironico “uccello rosso” di Mattia Labadessa e “il piccolo Führer” di Stefano Antonucci insieme all’Aquila per una due giorni dedicata al mondo del fumetto.

A renderlo noto è proprio Antonucci, fumettista pescarese, padre di “Quando c’era lvi” e “il piccolo Führer”, in uscita a ottobre: “Sto organizzando l’evento in città all’insegna del fumetto e del divertimento – dichiara ad AbruzzoWeb – Ci tenevo a fare qualcosa di interessante sul territorio abruzzese e ho pensato al capoluogo perché, come ho avuto modo di vedere in passato, si respira una bella atmosfera: ci sono tanti spazi e realtà gestite dai giovani; questo è molto importante, secondo me, e va assolutamente valorizzato e sostenuto”.

La due giorni si svolgerà dal 13 al 14 ottobre: ci saranno varie presentazioni alla libreria Polarville, a seguire spettacoli e letture in musica a Spazio Rimediato.

“Saranno quattro gli incontri, questo perché ho preferito puntare sulla qualità – prosegue Antonucci – All’Aquila c’è tanta voglia di eventi e molte idee interessanti, ma spesso è difficile concretizzarle e metterle in pratica, in questo la collaborazione con Spazio Rimediato e Polarville è stata fondamentale”.

Il programma completo si saprà solo tra qualche settimana, ma il fumettista abruzzese un nome ci tiene a darlo in anteprima, “Labadessa non mancherà – annuncia – l’illustratore tornerà nel capoluogo con le tue tavole taglienti”.

Il giovane graphic designer napoletano Mattia Labadessa è diventato famoso “per caso”, quando a dicembre del 2015 aprì la sua pagina Facebook per mostrare i propri lavori. Tra passaparola, likes e condivisioni, il suo uccello rosso su sfondo giallo diventa virale, facendo di lui un ‘fenomeno social’.

Delle sue tavole piace l’uso dei colori forti, come il rosso, il bianco e il nero sul giallo; ma soprattutto la carica ironica e sempre attuale, una caricatura, ma neanche troppo, di alcuni momenti della vita, per esempio come gli studenti universitari affrontano un esame, riducendosi irrimediabilmente “all’ultimo giorno”.