L’AQUILA – Tra atti vandalici e statue sacre decapitate una lunga scia di casi accende i riflettori su un “giallo” di cui la cronaca si è già occupata nei mesi scorsi e che, in questi giorni, ha toccato anche L’Aquila.
L’ultimo registrato è, appunto, quello che ha riguardato la statuetta della Madonna di Coppito, nel parco di Murata Gigotti, che ha provocato un’ondata di sdegno e indignazione.
Ma ci sono numerosi precedenti, a cominciare dallo scorso aprile e dai diversi episodi registrati in provincia di Frosinone, in totale almeno otto.
Nel capoluogo sono state decapitate le statue della Madonna di Lourdes (custodita in una cona di via Madonna delle Rose, nei pressi della Stazione); il giorno prima era stata presa di mira la statua di Padre Pio nella chiesa di San Benedetto (dove le telecamere hanno inquadrato, di spalle, una donna) e quella della Madonna dell’Immacolata posta nel giardino della chiesa di Santa Maria Goretti.
Altri danneggiamenti hanno interessato la statua di San Giuseppe nella chiesa di San Giovanni de Duce ad Anagni; mentre ad Alatri la statua della Vergine è stata gettata a terra, nella chiesa di Santo Stefano. E poi ancora a Ceccano, dove è stata colpita la statua del Sacro Cuore di Gesù. Con un oggetto contundente, probabilmente un martello o una mazza, ed è stata provocata la rottura della statua all’altezza del collo. La testa, come nelle altre occasioni, è stata ritrovata ai piedi della statua. Stessa scena, qualche ora dopo, in via Colle Pirolo dove dall’interno di una icona sono state vandalizzate le statue di San Pio e di Santa Maria a Fiume. Anche qui sono state recise le due teste. E poi un’altra segnalazione da Pofi. Nel mirino, in questo caso, la statua della Madonna del Carmine, in località Molella. I casi di Ceccano e Pofi si aggiungono a quelli – denunciati la scorsa settimana – di Frosinone, Anagni e Alatri.
E poi, ancora, pochi giorni fa, è stata vandalizzata la statua della Madonnina della Pelara, questa volta nella frazione di Panza, nel comune di Forio sull’isola di Ischia.
Per quanto riguarda i casi di Frosinone, nelle scorse settimane, era stata identificata come presunta responsabile una donna di 59 anni, con a carico 11 reati in luoghi di culto. Furti, atti di vandalismo, statue sacre decapitate, episodi che avevano destato scalpore e preoccupazione. La donna è stata posta agli arresti domiciliari per decisione del Tribunale di Frosinone.
All’Aquila, intanto, le forze dell’ordine stanno cercando di ricostruire quanto accaduto e di individuare i responsabili dell’atto anche attraverso le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona.
“Decapitare la statua della Madonna a Coppito non è solo una bravata – ha detto la consigliera comunale Stefania Pezzopane, del Pd – È un gesto vile, che racconta un male più profondo: quello che nasce quando si perde il rispetto per ciò che è semplice, appartiene a chi passa di lì, è per chiunque, è un bene di tutti”.
Il consigliere comunale Fabio Frullo, di Azione, ha definito il gesto “infame, miserabile e intollerabile”. Per Frullo “non può essere derubricato a una semplice bravata: è un atto privo di rispetto per la fede e per il sentimento della cittadinanza”.






