L’AQUILA – È “inorridito” per la decisione del gip di Torino di sequestrare le attrezzature e i materiali agli Spedali Civili di Brescia per la cura Stamina su richiesta del pm Raffaele Guariniello.

Perché quel provvedimento, spiega Andrea Sciarretta, papà di Noemi, la bimba di Guardiagrele (Chieti) che il 26 agosto avrebbe dovuto sottoporsi alla prima infusione, “blocca la cura per mia figlia. Dicono che nel provvedimento si legge che il fine è impedire la prosecuzione di una attività delittuosa. Delittuoso per me è violare le scelte di un individuo orfano di cure. E sono riusciti alla grande a impedire a Noemi di curarsi”.

Sciarretta ricorda come sia stato duro per la bimba di due anni e mezzo arrivare alla fissazione della data della prima infusione, “un anno e mezzo di battaglie legali”. 

“Noemi ha dalla sua la legge, 4 volte – dice ancora l’uomo, provato ma deciso ad andare avanti – i giudici avevano capito che si perdeva tempo già quando c’è stato il ricorso alla prima data fissata dal tribunale, il 27 luglio. Ora, a due giorni da quella che per noi era una data di speranza, arriva il sequestro delle cellule. Sono accanimenti. Non ce l’aspettavamo. Ora non so se si potrà fare qualcosa, ma soprattutto non so quanto altro tempo servirà. È allucinante. Forse il fatto che Noemi potesse cominciare la cura era considerato un pericolo”.

“La Sma, atrofia muscolare spinale – spiega nello sconforto Andrea – è sorella della Sla. È una malattia degenerativa e Noemi la sta vivendo in tutte le sue fasi. È ventilata 12 ore al giorno e ormai questo non basta più. Non è previsto personale che possa assistere i nostri figli, noi rischiamo di perdere il lavoro, vogliamo solo curarli, chiediamo un’alternativa”.

Ricordando che Noemi fu ricevuta da Papa Francesco nell’ottobre 2013 e che, nonostante ordinanze favorevoli, non è ancora riuscita ad accedere al metodo Stamina, Andrea torna sulla vicenda giudiziaria. “Dopo l’ultimo mese di battaglie senza fine la legge ci aveva dato ragione, non sono riusciti a bloccare i giudici dell’Aquila e non sapendo cosa fare hanno chiesto aiuto all’Aifa, l’Aifa ha diffidato ospedale nel fare esami su Noemi prima dell’infusione e non avendo avuto gli effetti sperati sono arrivati i Nas”.

L’Agenzia italiana del farmaco, intanto, ha inviato una diffida agli Spedali Civili di Brescia affinché non sia effettuato il “protocollo di valutazione pre e post-trattamento”, sulla piccola Noemi.

Il trattamento era stato proposto da Erika Molino, biologa della Stamina Foundation. Secondo l’Aifa, che ha fatto notificare il provvedimento dai carabinieri del Nas di Torino, si tratterebbe di una sperimentazione sull’uomo.