L’AQUILA – Una proposta di cure alternativa al metodo Stamina da effettuarsi all’ospedale di Pescara è stata presentata ad Andrea, papà di Noemi, la bimba di Guardiagrele (Chieti) affetta da Atrofia Muscolare Spinale, durante l’audizione, oggi, da parte della conferenza dei capigruppo nel Consiglio regionale d’Abruzzo.

L’incontro ha affrontato la questione del metodo Stamina sul quale la Regione Abruzzo è in prima linea da mesi al fine di porre le basi per sperimentare la tecnica nell’ambito delle cure compassionevoli. Il percorso si è interrotto perché uno dei promotori del metodo, Davide Vannoni, nonostante la disponibilità data il 18 dicembre 2013 alla comunità scientifica abruzzese di presentare documenti e protocolli, non ha ancora provveduto.

“Abbiamo formulato una proposta alternativa perché la politica si deve preoccupare di come sostenere chi è in difficoltà – ha spiegato il consigliere Emilio Nasuti, presidente della Commissione Bilancio e convinto sostenitore dell’azione di avvicinamento della Regione al metodo Stamina -. Ci auguriamo che il centro per le cellule staminali di Pescara, che sta ottenendo tutte le autorizzazioni, possa aiutare genitori come Andrea sia in termini di risposte sia in termini di assistenza. Un primo passo è stato fatto con l’approvazione della legge sulla vita indipendente, che comincia a risolvere il problema dell’assistenza. E’ chiaro che dobbiamo fare di più per sollecitare le nostre Asl, perché su patologie gravi e acute come queste si possa formare personale in grado di dare una mano ai famigliari”.

Secondo quanto si è appreso, Andrea e la famiglia avrebbero reagito con scetticismo alla proposta, soprattutto perché non supportata da informazioni scientifiche.

“Siamo addivenuti alla riconvocazione dei professori Andolina e Vannoni in una riunione della commissione Sanità. I commissari li vogliono risentire per conoscere le loro verità sul silenzio delle ultime settimane, dopo aver dato disponibilità a presentare documenti e protocolli del metodo Stamina alla nostra comunità scientifica”, ha quindi annunciato Nasuti.

La Regione Abruzzo va dunque avanti nell’azione intrapresa da tempo, di verificare cioè se, con il confronto tra promotori del metodo e comunità scientifica abruzzese, ci siano possibilità di sperimentare Stamina in Abruzzo nell’ambito delle cure compassionevoli. Secondo quanto si è appreso l’incontro potrebbe avvenire la prossima settimana: insieme a Davide Vannoni e
Mariano Andolina – quest’ultimo già direttore del dipartimento Trapianti dell’ospedale ‘Garofalo’ di Trieste, primo pediatra italiano a eseguire trapianti di midollo trent’anni fa – all’incontro potrebbe partecipare anche il direttore del dipartimento di Ematologia della Asl di Pescara, Paolo Di Bartolomeo.

Vannoni, rinviato a giudizio dal tribunale di Torino per tentata truffa alla Regione Piemonte, è stato già due volte all’Aquila, il 20 novembre 2013 con Andolina e il 18 dicembre quando si era detto disponibile a presentare la documentazione.

“Questo ulteriore invito dimostra che siamo ancora aperti, la nostra decisione è un punto di speranza per questo metodo, ma più che adoperarci per dirimere l’annosa faccenda non possiamo fare, visto che siamo politici e non scienziati – ha continuato Nasuti, promotore, insieme al consigliere Franco Caramanico, dell’audizione da parte della conferenza dei capigruppo del papà di Noemi. “Non ci arrendiamo alla possibilità di capire se ci sono margini per la sperimentazione e perché si è bloccato l’iter che avevamo cominciato con la struttura scientifica abruzzese che aveva dato la disponibilità a interfacciarsi”.

Il confronto non ha mancato di riservare momenti di aspra discussione: l’audizione arriva qualche giorno dopo la lettera inviata al ministero dal commissario ad acta per la Sanità Gianni Chiodi e dal sub commissario Giuseppe Zuccarelli nella quale si annuncia che la Regione non assumerà alcuna iniziativa “di nessun genere” prima di “un definitivo pronunciamento di carattere scientifico validato a livello ministeriale”.