LANCIANO – “Dopo i roboanti annunci su un ipotetico rilancio, siamo costretti a registrare solo giustificazioni approssimative sull’incerto futuro della Sangritana, per decenni fiore all’occhiello dell’intero Abruzzo. E così, imputando gran parte della responsabilità alla crisi che sta attraversando Stellantis in Val di Sangro, da un lato si procede spediti verso la cassa integrazione e dall’altro si continua a premere per la cessione di una quota importante dell’azienda. Insomma, poche idee ma confuse”.
Non usa mezzi termini Maurizio Bucci, commissario provinciale della Lega Chieti, nonché sindaco di Gamberale, che in un’intervista ad AbruzzoWeb torna all’attacco dopo la presentazione del piano di rilancio di Sangritana, Società che opera nel settore commerciale, controllata dall’azienda regionale di trasporti Tua, e dopo la conferma della cassa integrazione di 5 settimane per 92 dipendenti.
Una notizia già anticipata da Bucci prima della conferenza in cui è stata ufficialmente annunciata l’attivazione degli ammortizzatori sociali, confermando così gli allarmi lanciati nelle scorse settimane dallo stesso commissario provinciale del carroccio che ha più volte sollecitato l’intervento della Regione guidata dal riconfermato Marco Marsilio, di FdI.
Una questione costata altri dissidi nella maggioranza di centrodestra, con la Lega sulle barricate per impedire la cessione delle quote – dal 30 al 49% – della storica azienda frentana.
Lo stesso Bucci ha già chiesto più volte alla Regione di convocare quanto prima un tavolo di lavoro, coinvolgendo non solo il settore Trasporti, ma anche l’assessorato al Lavoro, oltre ai sindaci del territorio frentano, a cominciare dal primo cittadino di Lanciano, e alle forze sindacali.
Come riferito nel corso della conferenza stampa, “Sangritana sta attraversando un momento particolarmente complesso, caratterizzato dalla situazione produttiva che sta colpendo la zona del polo produttivo di Val di Sangro”, “un fermo produttivo per il quale è stata richiesta la cassa integrazione, concordata con le organizzazioni sindacali”. Per questo la Tua, dal momento in cui ha acquisito la gestione diretta, ha avviato un’attività puntuale di audit aziendale e l’assemblea di Sangritana Spa ha nominato, nella seduta di ieri, Maxmilian Di Pasquale, direttore generale della Tua, quale amministratore unico di Sangritana Spa. Confermato, inoltre, il punto centrale della strategia, che rimane comunque “ricercare sul mercato di riferimento un partner esterno che rafforzi la parte industriale”.
E dopo l’ultimo bando andato deserto, resta la volontà, come ribadito dal presidente della Tua Gabriele De Angelis, di rivolgersi a partner esterni, “tanto è vero che abbiamo delle proposte e degli interessi che andremo a verificare”.
“In questo caso è una trattativa privata, vincolata da patti di riservatezza reciproci. Un’operazione – osserva Bucci – che si dovrebbe concludere entro il 15 ottobre. Nessuno ha spiegato però, qualora non dovesse andare in porto, che cosa potrebbe succedere, visto il complicato contesto descritto da Tua”.
Sul punto, poi aggiunge: “Attribuire gran parte della responsabilità al caso Stellantis non è del tutto onesto. Il calo del fatturato non si può giustificare con la situazione di un’azienda, seppur molto importante per l’intero territorio, che pesa per circa il 20% sul trasporto merci”.
Quanto all’indebitamento, hanno fatto sapere da Tua, sfiora i 33 milioni di euro, per metà sono finanziari e patrimoniali, anche per l’acquisto di tre nuovi locomotori costati 9 milioni di euro. “L’ultimo bilancio della Sangritana approvato supera i 12 milioni di euro di fatturato, ma sono le perdite accumulate negli ultimi anni ad aver appesantito la crisi di bilancio”, è stato sottolineato in conferenza stampa.
“La verità – aggiunge Bucci – è che non c’è una visione, una reale strategia di sviluppo, sembra che le sorti della Sangritana non siano la priorità per nessuno. Se tutto resta com’è, non ci attende un futuro roseo”, conclude Bucci.




