SULMONA – “Presentato con un accattivante manifesto tutto verde si è svolto ieri a L’Aquila un convegno dal titolo Energia per la crescita: una scelta di comunità. Al centro della discussione le comunità energetiche da fonti rinnovabili (CER). Peccato che i più autorevoli partecipanti al convegno siano stati due personaggi come il neo ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, cioè proprio coloro che, a livello nazionale e regionale, stanno sostenendo a spada tratta il potenziamento delle fonti di energia fossile, dicendosi favorevoli anche al metanodotto e allla centrale Snam””.
Così in una nota il coordinamento no Hub del gas che si batte contro il metanodotto Snam Sulmona -Foligno e alla connessa centrale di compressione di Sulmona.
LA NOTA COMPLETA
Pichetto Fratin, rispondendo alla domanda di un cronista ha affermato che”il metanodotto Sulmona-Foligno andrà avanti. Noi la Linea Adriatica la dobbiamo fare perché ha la funzione di portare in sicurezza il Paese e renderlo sicuro significa avere la garanzia che imprese e famiglie hanno l’energia” (fonte: ANSA).Non ci sorprende affatto che il ministro, come del resto i suoi predecessori, prenda per oro colato le tesi della Snam senza sottoporle a nessuna verifica. Eppure dai dati contenuti nell’ultimo documento Snam sottoposto una consultazione pubblica emerge chiaramente che in Italia non c’è nessuna emergenza gas, anzi nell’anno appena concluso il nostro Paese ha addirittura esportato all’estero oltre 3 miliardi e 200 milioni di metri cubi di metano, praticamente l’intero quantitativo prodotto a livello nazionale!
La rete nazionale gasdotti è sovradimensionata rispetto al fabbisogno interno. Nei confronti del 2021 i consumi di gas sono diminuiti di ben 8 miliardi di metri cubi passando da 76 a 68 miliardi, e le previsioni dello Stato (PNIEC) e della stessa Snam dicono che nel 2030 (data molto vicina al 2028, quando dovrebbe entrare in funzione la Linea Adriatica e la centrale di Sulmona) i consumi scenderanno a meno di 60 miliardi di mc. Ma si tratta di un dato sovrastimato perché è realistico ritenere che, per effetto del notevole sviluppo delle fonti rinnovabili e del risparmio energetico, nel 2030 i consumi non supereranno i 50 miliardi di mc.
Perciò la Linea Adriatica è non soltanto un’opera molto dannosa ma è anche completamente inutile, e sarebbe un vero e proprio crimine economico caricarne il costo sulle bollette dei cittadini italiani, schizzate alle stelle a causa della speculazione delle multinazionali del settore fossile. Invece di fare da acritico portavoce delle inesistenti criticità addotte dalla Snam il ministro accerti piuttosto perché il costo dell’opera è aumentato in soli 2 anni del 50%, passando da 1 miliardo e 600 milioni di euro a 2 miliardi e 400 milioni.
Quanto all’ineffabile Marsilio, che ha il coraggio di parlare di energia pulita dopo aver spalancato le porte ad un’opera fossile qual’ è il metanodotto, dichiarando addirittura che la Regione non ha alcuna competenza, ricordiamo che la giunta guidata dal suo predecessore D’Alfonso ha adottato 7 delibere per negare l’intesa con lo Stato e il Consiglio Regionale, nel corso degli anni, ha approvato alla unanimità ben 11 risoluzioni di contrarietà.
Marsilio durante tutta la sua presidenza ha ignorato totalmente il problema del metanodotto e si è svegliato solo dopo la sua approvazione,riunendo in tutta fretta i sindaci per discutere come ripartire e utilizzate i ristori, cioè i 30 denari del suo tradimento dell’Abruzzo.
Al ministro Pichetto Fratin e al presidente Marsilio facciamo notare che un principio guida per le istituzioni deve essere la coerenza perché parlare di energia pulita da sola non basta : urge abbandonare rapidamente le fonti fossili – come afferma, inascoltata, la comunità scientifica internazionale – perché esse sono la principali responsabili della gravissima crisi climatica che rischia di far precipitare nel baratro il pianeta terra. In ogni caso stiano tranquilli: la nostra lotta non si ferma!






