L’AQUILA – Chiuse le ostilità della campagna elettorale aquilana, AbruzzoWeb ha voluto raccontare gli otto candidati sindaco in modo diverso: intimo e un po’ scherzoso. Per questo ha rivolto ai concorrenti in gara otto domande sul modello del celebre “questionario di Proust”, nel tentativo di conoscerli più da vicino e fuori dalle cerimonie della politica. Allo stesso tempo ha voluto affiancare a ognuno di loro un personaggio dei fumetti o dei cartoon che potrebbe rappresentarli, giocando sul filo dell’ironia e della simpatia. Un modo per fare a tutti loro, ma soprattutto alla città, un sincero “in bocca al lupo”.

CIALENTE-FRY

Come il protagonista di Futurama, Massimo Cialente, da un giorno all’altro, si è ritrovato proiettato in una realtà inimmaginabile. Per Philipp J. Fry il d-day è il 1° gennaio 2000, per il primo cittadino uscente è il 6 aprile 2009, quando la sua vita, e quella degli aquilani, è cambiata radicalmente. Come il giovanotto di Matt Groening, si è dovuto presto adattare ai nuovi ritmi e a un futuro convulso, dove i protagonisti sono strani personaggi e si vedono invenzioni incredibili e, talvolta, un po’ strampalate. Indietro non si torna.

IL QUESTIONARIO DI PROUST

Nome e cognome: Massimo Cialente

Soprannome: nessuno

Ultimo reddito dichiarato: 36.882 euro

Il tratto principale del mio carattere: lealtà

La qualità che preferisco in un uomo: senso dell’onore e del dovere

La qualità che preferisco in una donna: intelligenza

Quel che apprezzo di più nei miei amici: sincerità

Il mio principale difetto: disordinato

La mia occupazione preferita: bricolage

Il mio sogno di felicità: essere sereno fra persone serene

Quel che vorrei essere: un musicista (sax o pianoforte)

Il colore che preferisco: tutte le tonalità dell’azzurro e del blu

La mia canzone preferita: What a wonderful world di Louis Armstrong

Il mio libro preferito: tutte le poesie di Bernardo Bertolucci e Alda Merini

Il mio film preferito: Novecento di Bernardo Bertolucci

L’eroe di sempre: Che Guevara

Quel che detesto più di tutto: la disonestà, soprattutto quella intellettuale

Il mio motto: volere è potere