L’AQUILA – Sono 225 i casi positivi, di età compresa tra 1 e 91 anni, al Coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Abruzzo su 2.151 tamponi molecolari e 3.084 test antigenici.
I nuovi positivi sono residenti in provincia dell’Aquila (33), Chieti (5), Pescara (112), Teramo (73). Due sono in corso di accertamento.
Nessun decesso registrato, mentre sono 58 i nuovi guariti, per un totale di 84.833 da inizio pandemia.
144 ricoverati in area medica (+10), 21 in terapia intensiva (+3), 8940 in isolamento domiciliare (+157).
Alla luce degli ultimi dati, i casi attivi di Coronavirus in Abruzzo superano quota novemila, mentre solo una settimana fa erano meno di settemila.
In rapido aumento i ricoveri: il tasso di occupazione dei posti letto sale al 12% per le terapie intensive e all’11% per l’area non critica, a fronte di soglie da zona gialla rispettivamente del 10 e del 15%.
L’incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti è a 261 (soglia limite 50).
I numeri più alti sono quelli del Teramano, che mostra i dati peggiori da quando, quasi due anni fa, è esplosa la pandemia: l’incidenza settimanale è a 334. Segue, con 303, il Pescarese, pure in rapido peggioramento; nel solo capoluogo adriatico il parametro è a 318. Poi ci sono l’Aquilano, con 222, e il Chietino, con un’incidenza pari a 178.
Intanto le ultime stime aggiornate dell’Istituto superiore di Sanità confermano come l’avvento dei vaccini sia stato determinante per abbattere il numero di contagi, ospedalizzazioni e soprattutto vittime nel periodo tra ottobre e natale di quest’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Tra il primo ottobre 2020 e il 25 dicembre del 2020, nonostante le durissime misure di lockdown e restrizioni, erano stati accertati 1.710.945 nuovi casi, i decessi sonno stati 35.441, in ospedale si ritrovarono 23.402 persone in area medica e 2.584 in terapia intensiva.
Tra il primo ottobre e il 25 dicembre di quest’anno invece i casi sono stati circa il 40% in meno: sono stati 946.673, mentre i ricoveri sono scesi a 8.885.Le persone morte sono state 5.557, un settimo dello stesso periodo dello scorso anno e in una proporzione molto minore rispetto ai positivi. Tutto questo con misure di contenimento molto più blande.
Inoltre tra i non vaccinati, calcola l’Iss, il tasso di decesso è di 23,4 per 100.000 persone, tra i vaccinati oscilla tra 1,6 di chi ha ricevuto la terza dose e 3,1 di chi ha fatto due somministrazioni da più di 150 giorni. Differenze enormi anche per le ospedalizzazioni e le terapie intensive: il tasso dei ricoveri in ospedale tra i No vax è di 118,1 per 100mila persone e di 16,5 quello dei ricoveri in terapia intensiva, mentre nella popolazione vaccinata oscillano rispettivamente tra 9,4-20,5 e 0,8-1,4.
Un non vaccinato over 80 corre un rischio di finire in terapia intensiva 85 volte maggiore rispetto a una persona della stessa età che ha ricevuto tre dosi. E le possibilità sono enormemente più alte anche comparando altre fasce di popolazione: 12,8 per i 60-79enni e 6,1 per i 40-59enni.
Tuttavia la ripresa della curva epidemica, ad avviso dell’Iss, è ormai aggressiva in tutta la popolazione. “Nelle ultime tre settimane – si legge nel report – si è osservato un aumento dell’incidenza settimanale in tutte le fasce d’età”. E dalla seconda decade di ottobre, continua l’Istituto superiore di sanità “si osserva un costante aumento dell’incidenza nelle fasce di età 0-9, 10-19, 20-29, 30-39 e 40-49 anni” raggiungendo nell’ultima settimana “valori superiori a 250 casi per 100.000 abitanti”. Solo tra gli over 80 “rimane compresa tra i 100 e i 150 casi per 100.000 abitanti”.
Riguardo alle terze dosi, mentre si certifica un nuovo calo dell’efficacia di due dosi a 5 mesi ora stimata al 30,1% nella prevenzione dal contagio, l’Iss segnala anche come il suo beneficio si evidenziato anche nel confronto tra gli operatori sanitari e il resto della popolazione: “A seguito della somministrazione della dose booster, si è osservata una diminuzione della percentuale dei casi” negli operatori sanitari. “Sebbene nell’ultima settimana – spiega l’Iss – si sia registrato un leggero aumento del numero di casi diagnosticati tra gli operatori sanitari (1.391 vs 1.193 della settimana precedente), la percentuale di casi sul totale dei casi riportati risulta ancora in diminuzione dal 1,6% della settimana precedente al 1,4%”.







