BERGAMO – Una impressionante colonna di mezzi militari ha attraversato questa sera il cuore di Bergamo, dal cimitero monumentale fino all’autostrada, con a bordo i feretri dei morti da coronavirus che il camposanto bergamasco non riesca più a gestire per il numero troppo elevato: le attese per le cremazioni avevano ormai superato la settimana.
Nell’ultima giornata, secondo i dati ufficiali, i morti sono stati 93: ma secondo il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, il conteggio va valutato come approssimato per difetto, perché molte persone muoiono con sintomi compatibili a quelli del Covid-19, ma prima che si sia riusciti ad effettuare su di loro i tamponi.
I feretri, collocati su una trentina di camion dell’esercito, sono una settantina e sono diretti a una dozzina di destinazioni in tutta Italia.
Il forno crematorio della città, che da una settimana funziona 24 ore su 24, non riesce più a far fronte all’emergenza: così nella serata di mercoledì 18, mezzi dell’esercito hanno portato decine di bare dal cimitero di Bergamo in forni crematori di altre regioni dove ci sono comuni che si sono resi disponibili ad accettarle.
“In un momento tragico la Vostra collaborazione e vicinanza è encomiabile”.
Si chiude così la lettera con la quale il sindaco Giorgio Gori ha ringraziato i sindaci delle città di Acqui Terme, Brescia, Cervignano del Friuli, Domodossola, Modena, Parma, Piacenza, Rimini, Serravalle Scrivia, Trecate e Varese che hanno accettato di cremare nei loro forni le bare che la struttura della città orobica non riusciva a gestire.




