L’AQUILA – “Alla primavera araba non credo, Gheddafi non era certamente un capo di Stato illuminato né credibile, ma la democrazia esportata con missili e bombardamenti non mi piace”.
 
È il commento dell’ex assessore regionale, di origine siriana, Mimmo Srour, che nella Giunta di centrosinistra presieduta da Ottaviano Del Turco aveva la delega ai Rapporti con i paesi del Mediterraneo, poi cancellata dall’organigramma dell’Esecutivo guidato da Gianni Chiodi (Pdl).
 
“Gli uomini rimasti fedeli al raìs – dice Srour – smentiscono la notizia e con photoshop si possono fare miracoli, però il senso della mia riflessione non cambia: la guerra in Libia è fatta anche contro l’Italia”.

“L’iniziativa ispirata dagli americani e portata avanti da francesi e inglesi – spiega – non ha nulla a che fare con i diritti umani e la libertà, è solo un modo per mettere le mani sul gas libico”.

“Sembrerà assurdo – aggiunge Srour – ma le operazioni degli insorti libici sono guidate da un musulmano integralista salafita e, addirittura, da un ex detenuto di Guantanamo, siamo di fronte a un neocolonialismo che, pur di fare affari, si è alleato con l’odiata Al Qaeda, e a rimetterci, tra i paesi occidentali, sarà solo la nostra Nazione”.

“I nostri interessi in Libia – sottolinea l’ex assessore – vengono mortificati, nonostante le acrobazie della nostra politica estera l’Eni (l’ente nazionale idrocarburi, ndr) è riuscito a preservare l’attuale ma non ci sono garanzie sul futuro, mentre Francia e Inghilterra faranno la parte del leone”.

“C’è una strategia complessiva che tende a colpire gli stati laici per consegnare il potere all’Islam radicale, lo stesso che sta succedendo in Siria – conclude Srour – le guerre armate dall’Occidente hanno interrotto il sogno di un Mediterraneo ‘mare di pace’, trasformandolo in un cimitero per gli immigrati e le popolazioni inermi”.