L’AQUILA – Saranno 18 gli aquilani, 14 “ragazzi speciali” diversamente abili e gli altri 4 normodotati, a partecipare alle gare di Bormio dal 5 al 10 febbraio in occasione degli “Special Olympics” 2017, competizione giunta alla 28ª edizione.

La squadra è stata ufficializzata oggi nel corso di un incontro con la stampa che si è svolta presso l’istituto scolastico “Amedeo D’Aosta” alla presenza di Maria Chiara Marola, dirigente scolastica, di Antonello Passacantando, coordinatore di Educazione fisica presso l’ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo, di Guido Grecchi, uno dei docenti referenti, e di Sandra Giordani, di Verdeaqua Special.

Anna Del Beato, Christian Dervishi, Domenico D’Orazio, Fabrizio Capannolo, Federico  Colaiuda, Jacopo Fiorenzi, Leonardo Torge, Luca Boccacci, Mattia Curtacci, Mirco Curtacci, Paolo Aquilio, Pietro Bucci, Silvia Giorgi e Stefano Titani sono i 14 atleti del Team Verdeaqua Special L’Aquila mentre Giorgia Lattanzi, Leonardo Pace, Martina Coccia e Simone Sebastiani sono i partner del “D’Aosta”.

“I quattro partner aiuteranno i ragazzi speciali, non solo fisicamente per gli sport nordici, ma anche umanamente – hanno spiegato gli organizzatori – Tutti si sono allenati fino a ora sulle nostre montagne che sono al 100% sicure”, un segnale di speranza dopo il calo del turismo in quota a seguito delle scosse di terremoto unite alle nevicate che hanno anche causato la tragedia dell’hotel di Rigopiano.

L’associazione Special Olympics è per i ragazzi del liceo “D’Aosta”, un’opportunità per crescere umanamente.

“È un’esperienza bilaterale, che aiuterà i ragazzi della nostra scuola a sviluppare il loro senso civico e la loro umanità”, ha spiegato la preside, Maria Chiara Marola.

Gli studenti che hanno scelto di fare questa esperienza con l’alternanza scuola-lavoro sono 4, Leonardo Pace, Martina Coccia, Simone Sebastiani e Giorgia Lattanzi.

Quest’ultima, a nome di tutti, ha spiegato di avere “conosciuto l’associazione in un’assemblea qui a scuola e personalmente mi ha colpito molto a livello umano, sono fiera della mia scelta”.

Il prof Grecchi ha evidenziato che “tutti i giovani del team si sono allenati duramente e hanno messo passione negli sport. Anche se inizialmente non è stato facile approcciarsi con i componenti del team diversamente abili – ha ricordato – alla fine si è creato non solo un rapporto di squadra, ma anche un’amicizia”.