VASTO – “Sono molto eloquenti i dati diffusi dalla Caritas diocesana di Trivento, relativi alla situazione demografica dell’Alto Vastese nel chietino. Siamo purtroppo ben oltre l’emergenza, e non si tratta nemmeno di una situazione che riguarda solo un singolo e localizzato territorio: soffrono anche altre zone d’Italia e d’Abruzzo. Il governo e la maggioranza si fermino e non approvino la nuova classificazione dei Comuni montani”: lo dichiara Angelo Radica, presidente dell’Associazione di Comuni ALI Abruzzo.
Radica prosegue: “Quando si legge di Comuni, come San Giovanni Lipioni e Schiavi di Abruzzo, che in trent’anni perdono due terzi della popolazione, e si tratta solo dei casi più eclatanti di un quadro desolante, è evidente che diventa necessario perlomeno fare una riflessione. La grande quantità di ricorsi al TAR del Lazio contro la nuova classificazione dei Comuni montani – da tutta Italia e da amministrazioni di colore politico diverso – è già un segnale importante: i tanti comuni che perderebbero lo status di montani, e assieme ad esso l’opportunità di accedere a fondi e facilitazioni, sarebbero privati in molti casi di canali indispensabili persino per la sopravvivenza dei territori”.
“E questo in un quadro dove in molti casi, anche in Abruzzo, la desertificazione è già realtà. Serve un nuovo approccio, che ribalti il punto di vista, e riparta da politiche strutturali per la coesione territoriale delle aree interne. Ma nel frattempo occorre tenere in vita strumenti e finanziamenti che sono fondamentali in una situazione già critica”.





