L’AQUILA – “Conoscendo i colleghi pescaresi, la loro onestà, la bravura e l’attaccamento al lavoro, sono convinto che chiuderanno le indagini in tempi brevissimi per cancellare i sospetti su qualcuno e invece perseguire i responsabili, se ci sono”.
Così il vice sindaco dell’Aquila, Nicola Trifuoggi, ex procuratore della Repubblica dell’Aquila e Pescara, sull’inchiesta della procura pescarese sulle spese pazze nella regione Abruzzo che vede indagati il presidente della Giunta, Gianni Chiodi, quello del Consiglio, Nazario Pagano, e altri 23 tra consiglieri e assessori.
“D’altra parte l’avviso di garanzia serve per chiarire la posizione degli indagati e permettere loro di difendersi, non è quindi una sentenza di condanna”, continua l’ex procuratore, che a Pescara ha coordinato l’inchiesta ‘Sanitopoli’, che portò alle dimissioni il governatore di centrosinistra Ottaviano Del Turco, arrestato.
“Sono certo che gli indagati saranno sentiti, ci sarà chi dimostrerà che è un equivoco, ma mi auguro che tutto si dissipi immediatamente perché questa vicenda che va pesare sull’intero Abruzzo e quindi anche sulla città dell’Aquila”, fa notare.
Ma l’Abruzzo, soprattutto alla luce delle numerose, periodiche, inchieste, pare diventata la terra della illegalità.
“C’è qualche ufficio che funziona meglio nel senso che fa il suo dovere, però l’Abruzzo non ha assolutamente la maglia nera della legalità, mi dispiace che questa inchiesta si vada accumulare a quella che propagandisticamente in senso negativo ha colpito la città dell’Aquila – dice ancora Trifuoggi – La regione non lo merita e anche per questo mi auguro che si risolva tutto presto”.
Oggi per Trifuoggi è stato il primo giorno, con l’incontro con le associazioni di categoria e sindacali, partecipatissimo.
Il vice sindaco si è reso disponibile a confronti periodici mensili per discutere assieme alle categorie le misure necessarie per creare un sistema di regole più incisive e funzionali riguardo a tutto il sistema dei rapporti tra i soggetti coinvolti nella ricostruzione, in particolare quella privata. Regole che verranno poi proposte al Governo.
Nello stesso tempo si è deciso di raccogliere le tante idee unitarie emerse dall’incontro in un documento unico, firmato da tutte le categorie economiche.
Il documento verrà posto sottoposto all’attenzione e all’esame del prossimo Consiglio comunale; ferme restando le diverse posizioni politiche che certamente emergeranno, tuttavia si auspica che, sugli obiettivi di fondo e sulle richieste da fare al Governo, la comunità si possa presentare unitariamente.
Si è inoltre stabilito di riaprire il dibattito sulla proposta del piano strategico, sul documento finale Ocse e sul documento Calafati, nonché di aprire un confronto serrato, anche utilizzando lo stesso Urban Center, con il nuovo comitato dei saggi recentemente nominato, sebbene in modo inusuale, dal ministro Trigilia.






