PESCARA – “Nessun perdono per chi ha compiuto questo gesto orrendo. Spero che venga preso presto e che abbia la giusta punizione”.

Sono le parole rilasciate al Centro di Alice, 30 anni, impiegata pescarese, la fidanzata di Yelfry Guzman Rosado, il 23enne, padre di un bimbo di due anni, che da ieri lotta per la vita dopo che un folle gli ha sparato sul posto di lavoro.

La giovane ieri ha trascorso il pomeriggio nel piazzale del pronto soccorso, circondata dall’affetto del padre e degli amici che l’hanno abbracciata e sorretta quando le lacrime non riuscivano a fermarsi.

“Yelfry è un bravo ragazzo, che pensa solo a lavorare – ha detto ancora al Centro – È casa e famiglia, famiglia e casa. Ci siamo parlati stamattina (ieri ndc), prima che si recasse al lavoro. Mi ha detto solo: sono molto stanco, ma devo andare. No, non perdono nessuno. Spero solo che una volta preso, quell’uomo abbia la giusta punizione. Fortuna che le telecamere aziendali hanno immortalato la scena, così sappiamo realmente come è andata. Purtroppo so già come andrà a finire: lo prenderanno e tornerà in libertà”, dice, stanca e provata.

Ore di ansia, paura e angoscia per i genitori e la sorella del ragazzo ferito che, invece, hanno potuto attendere all’interno delle sale di emergenza, col cuore in gola.

Accanto ad Alice, la madre e il compagno di Martina, 30 anni, pescarese, sotto choc per aver vissuto dietro al bancone con Yelfry la follia di quell’uomo. Sopravvissuta, Martina, anche grazie a Yelfry che istintivamente l’ha spinta lontano da sè con la mano prima di crollare a terra ferito

“È disperata per Yelfry che per lei è come un fratello minore – ha riferito la mamma – Teme che non possa farcela. Mia figlia non dimenticherà mai ciò che è successo, è spaventata e non riesce più a parlare”.