L’AQUILA – Prosegue lo scontro tra l’ex direttore tecnico della Gran Sasso Acqua Spa, Aurelio Melaragni, e il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, sul cantiere dei sottoservizi che negli ultimi mesi ha subito un brusco stop mettendo in ginocchio il commercio nel centro storico della città.
Al sindaco, che aveva replicato alle dichiarazioni di Melaragni che imputava l’impasse all’arroganza dell’amministrazione, accusando l’ex direttore di essere nervoso a causa della fine delle prebende, oggi controreplica Melaragni.
“Avrei dato fine alla polemica dei giorni scorsi ma le banali considerazioni del sig. Biondi mi costringono a precisare alcune questioni”, dice in una nota.
“Non ho percepito prebende (non so se il sig. Biondi conosce il significato della parola) ma esclusivamente corrispettivi, previsti dalla legge e non più alti di altri dirigenti comunali, regionali o delle società municipalizzate, noti perché pubblicati sul sito della Gsa spa, proporzionati al ruolo ed ai titoli, a cominciare dalla laurea, che ho conseguito in 40 anni di studio e di lavoro”, spiega Melaragni.
“Solo per fare un esempio, ma tutto è contenuto nel mio curriculum anch’esso pubblicato sul sito, nel 1980, a 29 anni ero già l’assistente del direttore di cantiere nella realizzazione del gasdotto Igat II, di 632 km da Khangan ad Esfahan in Iran per conto delle soc. Incisa-Iran e Saipem”.
“Questo solo per dimostrare che non ho mai avuto bisogno della politica per guadagnarmi uno stipendio”, fa notare l’ex direttore Gsa, collocato in pensione dal 1° gennaio nonostante avesse chiesto di restare in servizio.
“I titoli di cui sopra mi hanno permesso di ricoprire, in Gsa spa, ruoli che altri non potevano ricoprire – aggiunge Melaragni – infatti dopo il mio pensionamento sono stati incaricati, un professionista esterno per ricoprire il ruolo di Cse (coordinatore sicurezza in fase di esecuzione, ndr) e Rspp (responsabile servizio prevenzione e protezione, ndr) ai sensi del D.Lgs. 81/2008, con un costo di 40.000,00 euro per 4 mesi ed un professionista esterno quale assistente al Rup al costo di 25.000,00 euro per l’anno 2018. Curiosamente i due professionisti sono contigui al partito del sig. Biondi”.
“Inviterei, per concludere, il sig. Biondi a non cercare ‘pagliuzze’ negli occhi degli altri ma, piuttosto, a guardare le ‘travi’ nei si suoi e in quelli dei suoi collaboratori”, chiosa Melaragni.



