L’AQUILA – Ancora non riprendono, dopo quasi 8 mesi, i lavori del tunnel dei sottoservizi lungo via Fortebraccio, nel cuore del centro storico dell’Aquila, nel tratto compreso tra piazza Bariscianello e via San Bernardino, interrotti dopo il ritrovamento di alcuni reperti archeologici.
Le interruzioni sono state in tutto una ventina, in quei casi il tunnel ispezionabile in cui correranno le reti idriche e fognarie, è stata sostituita da polifore, come in piazza Santa Giusta, dove gli scavi hanno riportato alla luce resti di un cimitero del XIII secolo, e in numerosi altri casi.
Da quanto appreso, nel caso di via Fortebraccio la Soprintendenza sta ancora valutando se lasciare a vista i reperti.
A giugno Fabrizio Ajraldi, presidente della Gran Sasso Acqua, stazione appaltante della mega opera pubblica da quasi 80 milioni di euro aveva spiegato ad AbruzzoWeb che prima di riprendere i lavori, bisognava effettuare una riprogettazione tecnica e che comunque erano state messe in campo tutte le risorse per risolvere il problema nel minor tempo possibile.
Il problema ad oggi ancora non è stato risolto, protestano esasperati i residenti, alle prese con la difficoltà quotidiana per entrare e uscire dalle proprie abitazioni.
A questa “epopea” si aggiunge un altro problema: l’impianto fognario su via Fortebraccio non funziona – denunciano sempre alcuni cittadini – con conseguente sversamento di liquidi maleodoranti sulla strada.
Portavoce di quella che sta diventando un’odissea per i residenti, Luca Grimaldi, primo a rientrare nella zona quasi 3 anni fa, con l’anziana madre, che da mesi cerca di portare all’attenzione delle istituzioni la problematica senza avere rassicurazioni o risposte concrete, tanto da aver deciso di sporgere denuncia contro ignoti presso la Procura della Repubblica per il la fogna difettosa.
“Non ne possiamo più – sbotta ad AbruzzoWeb – siamo prigionieri di questi reperti storici e dell’inerzia dell’amministrazione e della burocrazia che non ha minimamente a cuore gli interessi dei suoi concittadini”.
I disagi segnalati sono molti, “per colpa della strada chiusa ogni giorno siamo vittime del caos dei mezzi pesanti che non riescono a fare agevolmente la manovra. Hanno distrutto i marciapiedi, alzano continuamente polveri, rientrare in centro doveva essere un momento di gioia dopo le vicende degli ultimi 10 anni ed invece sta diventando un incubo”.
“A questo aggiungiamo lo stato fatiscente dell’asfalto – continua Grimaldi – e dal fatto che siamo circondati da incuria ma soprattutto da un odore nauseabondo per la fogna a cielo aperto, erbacce, sampietrini ammucchiati a destra e sinistra, fili scoperti. Questo è l’ambiente in cui viviamo e in cui ci ritroviamo a vivere dopo 10 anni dal terremoto”.
Grimaldi ha scritto anche all’Asm per chiedere un accurato servizio di pulizia nella zona, senza avere però risposta, “siamo stati abbandonati, a San Bernardino puliscono, e anche spesso, forse perché c’è passaggio e la sera c’è tanta gente, qui da noi non si vede nessuno!”.
A settembre nella stessa zona dovrebbe riaprire la scuola delle suore Micarelli: “Se questa chiusura dovesse protrarsi – conclude Grimaldi – ci saranno sicuramente disagi evidenti anche per i genitori. Un modo come un altro per far fuggire gli aquilani dal centro storico. Tutto questo sta diventando davvero insostenibile!”, conclude.



