L’AQUILA – “Siamo esasperati e logorati dai lavori dei sottoservizi, che hanno creato solo problemi alle nostre attività, nessun confronto costruttivo, solo uno scontro continuo, dove noi andiamo inevitabilmente a perdere. Gli incassi sono calati di netto, l’aria è irrespirabile, il rumore insopportabile, siamo vittime di parcheggi selvaggi e nulla si muove. Abbiamo creduto in questa città, ma così siamo costretti a chiudere”.
È il grido accorato di alcuni commercianti del centro storico dell’Aquila, esasperati dai continui disservizi causati dal cantiere: Carmine Sellitri della pizzeria “I due pugliesi” in via San Bernardino e Francesco Mattei titolare, insieme ad Andrea Valente, del ristorante “Be Vegan” in via Tempera.
“Da quando hanno iniziato i sottoservizi la clientela si è dimezzata, inoltre hanno chiuso anche metà di via Tempera da giugno e mi avevano assicurato che i lavori sarebbero stati conclusi in tre giorni, ma è ancora un cantiere a tutti gli effetti, praticamente mi hanno chiuso l’ingresso da entrambi i lati. Dal lato di San Bernardino ci passa a malapena una persona per lo spazio che hanno lasciato – racconta Mattei ad AbruzzoWeb – Questa settimana ho deciso di chiudere anche perché si lavora solo il fine settimana, i numeri sono la metà se prima con la strada aperta facevo una trentina di persone ora ne faccio al massimo quindici”.
Il titolare del ristorante ammette che c’è molta incertezza sulla data in cui i lavori verranno conclusi e intanto il fatturato si dimezza. “Ad inizio settimana ci sono giorni in cui non viene nessuno perché credono che il vicolo sia chiuso. Ho avuto contezza di ciò, quando hanno riaperto la strada in occasione della Perdonanza, i numeri sono raddoppiati – aggiunge – In teoria avrebbero dovuto concludere i lavori entro l’11 agosto e invece sono ancora a metà, poi il 13 ottobre, ma da voci di corridoio ho saputo che prima di dicembre non chiuderà il cantiere e intanto io resto chiuso”.
Nonostante un futuro incerto e attualmente in bilico, Mattei non perde la speranza e prova a lottare per i clienti affezionati: “La mia attività al momento si regge grazie agli ‘irriducibili’, che vengono anche in queste condizioni – conclude – è solo grazie a loro che posso permettere al il mio ristorante di andare avanti, ma non so per quanto”.
Una situazione che il titolare del ristorante vegano condivide con Carmine Sellitri, originario di Foggia, arrivato all’Aquila dopo il sisma, che insieme a sua figlia Simona, titolare dell’attività, ha aperto una pizzeria al taglio nella città in cui tanto credeva, una scelta coraggiosa per una ragazza di soli 27 anni.
“Mia figlia era venuta all’Aquila per studiare, dopo la laurea in psicologia mi ha chiesto di aiutarla ad aprire un’attività – racconta – si era innamorata di questa città, nonostante le difficoltà e ho deciso di appoggiarla, ma a questo punto non so cosa pensare”.
La pizzeria era partita nel migliore dei modi, ma i sottoservizi, per Sellitri, hanno inciso negativamente sugli incassi”Ho subito un calo netto del profitto a causa dei sottoservizi; credo sia assurdo dare licenze agli esercenti e poi bloccargli l’accesso, se servirà procederò per vie legali – prosegue – Da Giugno ho un solo ingresso, c’è un continuo movimento di camion, sono vittima di parcheggi selvaggi che chiudono ulteriormente la strada, ho chiamamto i vigili urbani, ma non hanno fatto nulla, poi c’è un generatore di corrente a gasolio vicino l’attività, che secondo me non è a norma, emana un odore molto forte, rendendo l’aria irrespirabile e fa anche un rumore insopportabile”.
Sellitri ha provato a chiedere aiuto al Comune: “Ho parlato con il sindaco Pierluigi Biondi, che ha mostrato un grande interessamento, insieme al consigliere comunale Francesco De Santis – aggiunge – ma purtroppo loro hanno le mani legate”.
Padre e figlia hanno provato il tutto e per tutto per restare aperti, ma adesso hanno deciso di tirare le somme e prendere, ancora una volta, una scelta: “Sono costretto a chiudere, non so se trasferirmi in un altra zona, avevamo pensato a piazza Nove martiri o tornare a Foggia, che mi sembra l’opzione più papabile”.




