L’AQUILA – “È vero o no che il progetto dei sottoservizi prevedeva la collocazione di casseri blindati, tra l’altro, su corso Vittorio Emanuele, via Goriano Valle e via Sallustio, e in ogni altra situazione critica? È vero o no che i casseri blindati non sono stati collocati?”.

Questa la polemica domanda con cui l’avvocato aquilano Fausto Corti, storico esponente di Italia nostra e vicino al Movimento 5 stelle, risponde al durissimo attacco ricevuto dall’imprenditore Gianni Frattale, coordinatore della commessa di realizzazione del “tunnel intelligente” da 13 chilometri nel sottosuolo del centro storico, maxi opera pubblica da 80 milioni.

“Replicando alla conferenza stampa sui sottoservizi di venerdì scorso, il sig. Frattale mi accusa di aver fatto affermazioni ‘confuse e strumentali’ – ricorda Corti – Se questo è il problema, faccia lui chiarezza rispondendo a tre domandine facili facili”.

Le prime due domande sono appunto sui casseri che, secondo quanto accusato dai grillini, che hanno mostrato anche delle foto, non sarebbero stati installati. Ma per Corti c’è anche un terzo interrogativo: “È vero o no che gli scavi vengono eseguiti a filo dei palazzi del centro storico sino a una profondità di oltre quattro metri?”.

“Se quanto da me affermato non è vero, sarà agevole per il sig. Frattale dimostrarlo – continua – fornendo le foto che attestano la  collocazione dei casseri blindati, gli scavi a distanza dei palazzi, le rigorose misure di sicurezza, eccetera”.

“Lo faccia e tutti gli Aquilani che, come me, vogliono in futuro vivere e lavorare in centro storico saranno più sereni. Altrimenti sarà davvero il caso che comincino a preoccuparsi”, conclude.