L’AQUILA – La maggioranza si spacca sul caso della sospensione dei buoni spesa nel Comune dell’Aquila, a seguito della decisione del Tar a favore di una famiglia di tre persone, orginaria della Puglia, che ha presentato ricorso, dopo non aver potuto fare domanda per i buoni alimentari per via dei criteri decisi dell’amministrazione e in particolare per il requisito della residenzailità di lunga durata.
Già nell’immediato si erano sollevate polemiche in merito ai criteri decisi dalla Giunta comunale per l’erogazione dei buoni, ma il sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, aveva precisato che “la determinazione è suffragata da un parere tecnico-legale sottoscritto dal settore Avvocatura del Comune dell’Aquila, che ha fornito un invito alla prudenza in ordine alla distribuzione dei tagliandi alla luce del ricorso presentato presso il Tribunale amministrativo del capoluogo d’Abruzzo. Contestualmente i legali dell’ente intraprenderanno un tentativo per ottenere urgentemente maggiori chiarimenti in ordine alla decisione assunta dal presidente del Tar al fine di attuare azioni utili a garantire il rispetto della legalità e assicurare agli aventi diritto del contribuito di poterne usufruire in tempi rapidi”
Questa mattina alcuni capigruppo e consiglieri di maggioranza al Consiglio comunale dell’Aquila, Luca Rocci (L’Aquila Futura), Ersilia Lancia (Fratelli d’Italia), Giorgio De Matteis (Forza Italia), Francesco De Santis (Lega) e Luciano Bontempo (Udc), hanno inviato una nota alle redazioni sostenendo la linea del primo cittadino.
“Dov’è l’intento discriminatorio nella nostra azione? La verità è che, accanto a un governo che ha avuto da subito poche e confuse idee, dicendo tutto, il contrario di tutto e poi niente, che ha riempito l’Italia di decreti e autocertificazioni, s’accosta ora, inesorabile, pure la burocrazia della giustizia amministrativa che di fatto ritarda un intervento che avrebbe potuto essere immediato. Ma la sinistra di questo intimamente si compiace perché, si sa, più che le famiglie, ha sempre avuto a cuore le battaglie ideologiche”, si legge nella nota.
Salta all’occhio però che non tutti i capigruppo hanno firmato la nota: i due capigruppo Roberto Junior Silveri (Gruppo Misto), da tempo in forte posizione critica con il sindaco Biondi, e Daniele D’Angelo (Benvenuto Presente), eletto nella lista del sindaco e considerato un “fedelissimo” del primo cittadino, non risultano tra i firmatari.
Da quanto appreso, entrambi avrebbero rifiutato di comparire nel comunicato stampa della maggioranza che, ancora una volta, risulta spaccata e dilaniata da forti dissidi interni.
LA NOTA COMPLETA
Il pasticcio del Governo nazionale si ripercuote a livello locale e, mentre nei fatti è chiaro che ci troviamo tutti a fare i conti con le conseguenze degli ‘spritz’ e degli hashtag “abbraccia il cinese”, la sinistra aquilana, tutta, prosegue irresponsabilmente a buttarla in caciara, un giorno sì e l’altro pure, arrivando a stigmatizzare in via strumentale la scelta compiuta da questa amministrazione circa l’individuazione dei beneficiari dei buoni spesa, questa volta forte di una pronuncia del Tar, con la quale pure, si intende, dovremo confrontarci.
Tuttavia siamo convinti della bontà delle nostre scelte. La Giunta infatti ha inteso individuare criteri di buon senso che continuiamo a ritenere validi nell’ottica di offrire un aiuto concreto alle famiglie in difficoltà in questo delicato e straordinario momento storico.
L’assenza di disposizioni su criteri e modalità di erogazione delle misure giustifica la discrezionalità dell’amministrazione che, richiamando il criterio della residenza, lungi dal voler applicare alcun “prima gli Aquilani”, in una chiara situazione di emergenza, ha dovuto piuttosto ancorare la propria azione amministrativa a criteri certi e immediati, cercando pure di intercettare nuove povertà inedite e sconosciute.
Del resto, analoghe scelte sono state compiute anche da comuni come Firenze e Milano, che certamente non possono definirsi amministrazioni di destra. L’amministrazione Biondi, per tramite delle associazioni e del reggimento Alpini, ha distribuito, prima dell’operatività del bando e al riparo di qualsivoglia criterio di status, razza, religione, circa 6 quintali di derrate alimentari.
Dov’è l’intento discriminatorio nella nostra azione?
La verità è che, accanto a un governo che ha avuto da subito poche e confuse idee, dicendo tutto, il contrario di tutto e poi niente, che ha riempito l’Italia di decreti e autocertificazioni, s’accosta ora, inesorabile, pure la burocrazia della giustizia amministrativa che di fatto ritarda un intervento che avrebbe potuto essere immediato.
Ma la sinistra di questo intimamente si compiace perché, si sa, più che le famiglie, ha sempre avuto a cuore le battaglie ideologiche. (a.c.p.)






