L’AQUILA – Dopo 15 mesi di attesa, arriva il primo verdetto nel travagliato bando per la sorgente Sant’Antonio Sponga di Canistro, in provincia dell’Aquila: la commissione di gara della Regione Abruzzo, presieduta da dirigente Franco Gerardini, ha indicato come vincitrice la società Santa Croce.

Ma l’investitura è provvisoria: infatti, al temine dell’istruttoria terminata ieri sera basata sull’esame della offerta economica e del progetto industriale, i commissari hanno inviato il verbale al Rup che deve verificare i requisiti e poi assegnare definitivamente la concessione.

Questo dopo che da circa cinque anni l’acqua finisce nel fume Liri in seguito alla revoca della concessione senza proroghe proprio alla Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, nell’autunno 2015, un atto che ha innescato un duro contenzioso ancora in atto con la Regione Abruzzo e il Comune di Canistro.

Il noto marchio di acqua minerale di rilevanza nazionale che è proprietaria di uno stabilimento, ha avuto la meglio sull’altro player nazionale San Benedetto, gruppo che opera nella due sorgenti di Popoli, anche quelle ancora sub judice da tempo e in funzione con una lunga serie di proroghe.

La gara di Canistro, di 1,3 milioni di euro, è stata nel pantano fino ad oggi al pari di altre due importantissime partite, quella della sorgente Fonte primavera, di Popoli (Pescara) per cui è stato sbagliato il bando per due volte, e della Fonte primavera, sempre a Popoli, di cui si attende l’aggiudicazione definitiva alla Gran Guizza, del gruppo San Benedetto.

La svolta di oggi non è stata comunicata dalla Regione: con difficoltà, viste le bocche cucite dei protagonisti, a partire dall’assessore regionale all’Ambiente Nicola Campitelli, della Lega, si è saputo del verdetto provvisorio, molto atteso, soprattutto dai circa 70 lavoratori che sparano di essere riassorbiti.

Secondo fonti regionali, i tempi si sono dilatati perché in piano coronavirus i commissari non hanno potuto operare in quanto il materiale solo cartaceo era disponile solo in regione che per settimane è stata chiusa.