L’AQUILA – “La sentenza che annulla la determinazione dirigenziale di aggiudicazione del 3 luglio delle sorgenti di Canistro rende i 75 lavoratori ostaggi di una burocrazia che ostacola gli investimenti produttivi”.
Lo denunciano Franco Pescara, segretario generale della FAI CISL e Paolo Sangermano, responsabile Ast Cisl dell L’Aquila, dopo la sentenza del Tar che ha annullato il verbale di gara con cui la commissione esaminatrice della Regione Abruzzo, in base al nuovo bando regionale, aveva assegnato alla Santa Croce la concessione provvisoria delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro.
“L’Abruzzo non è un esempio di burocrazia semplificata e snella per le altre regioni, dimostra ancora una volta di non voler investire in innovazione, crescita e occupazione, perché le pratiche sono lunghe, complicate e ridondanti – protesta il sindacato -. Le aziende oltre alle difficoltà dettate dall’onda lunga della crisi economica, si barcamenano nel ginepraio degli adempimenti burocratici. C’è un bene come l’acqua a disposizione della comunità che non viene sfruttato per lo sviluppo di un territorio, come quello dell’entroterra aquilano, che già sta subendo conseguenza della crisi economica e pandemica a causa dei ritardi burocratici”.
“Stiamo perdendo troppo tempo. A causa dei ritardi della concessione delle sorgenti dell’acqua i lavoratori e le loro famiglie non hanno più un sostegno al reddito e stanno aspettando ancora delle risposte concrete per il loro futuro e la loro rioccupazione. Chiediamo uno scatto di responsabilità da parte di tutti – ricorda Pescara – La Cisl L’Aquila e la Fai Cisl Abruzzo e Molise chiedono la convocazione di un tavolo urgente con tutti gli attori protagonisti di questa vicenda surreale ma soprattutto dei soggetti preposti a decidere il destino delle acque della Sorgente di Canistro. È necessario avviare un proficuo confronto soprattutto per il vero rilancio occupazionale del territorio e per giungere al termine di questa lunga e difficile vertenza e dare alle lavoratrici e ai lavoratori risposte concrete che attendono da tempo dopo la disoccupazione”.
“Solo dopo le giuste e necessarie verifiche si potrà dare un giudizio completo per le prospettive di buona e concreta occupazione. Sarà importante discutere con la Società aggiudicatrice, non sta a noi decidere quale, delle forme e delle modalità di assunzione e il contratto nazionale dell’industria alimentare da applicare per la ripartenza delle attività dello stabilimento di Canistro”, concludono Pescara e Sangermano.






