L’AQUILA – “Non si possono recuperare le somme dei morosi dai contributi per il vincolo di impignorabilità e se il Comune lo facesse incorrerebbe in un mare di contenziosi per l’incostituzionalità della norma che fa pagare i consumi a metro quadrato”.
Il capogruppo del Nuovo centro destra in Consiglio comunale Alessandro Piccinini risponde così all’avvocato del Comune Domenico De Nardis che ha ribadito ieri a questo giornale la piena facoltà dell’amministrazione di poter decurtare i soldi di canoni e bollette dai contributi privati della ricostruzione.
“L’errore è all’origine – afferma Piccinini ad AbruzzoWeb – e parte dal fatto che la legge 164/2014 che stabilisce il pagamento a metro quadrato dei consumi ha palesi profili di incostituzionalità”.
Per De Nardis, i crediti per canoni e bollette sono “strettamente pertinenti alle operazioni di assistenza e soccorso alle quali tutti i contributi post-sisma sono finalizzati, mentre l’articolo 20 del disegno di legge sulla ricostruzione pone il vincolo in relazione alla riscossione dei crediti erariali per imposte e non attiene di certo al pagamento di canoni e consumi”.
“Non si può decurtare i soldi dai contributi della ricostruzione perché si parte da una legge già viziata sotto il profilo dell’incostituzionalità – prosegue Piccinini – C’è da dire inoltre che quando hanno presentato la bozza di Legnini in Consiglio e io ho sostenuto che andasse riscritta in modo più puntuale, sono stati proprio a loro a sancire l’inviolabilità del principio di impignorabilità. Ora invece possono usarla a loro consumo?”.
Un altro aspetto che a parere di Piccini va sottolineato è quello che “il Comune pretende di prelevare soldi dai contributi direttamente, senza passare attraverso l’iter di recupero delle somme tramite pignoramento e udienza davanti a un giudice di esecuzione come fanno tutti i cittadini”.
Il rischio, se dovesse andare in porto l’intenzione del Comune, secondo il consigliere è che “possa impantanarsi tutta la ricostruzione sottranedo somme importanti e necessarie ai cittadini per poter tornare nelle proprie abitazioni”.



