PESCARA – “I fondi per l’Aeroporto d’Abruzzo arriveranno, me lo ha confermato Gianni Chiodi. Se così non dovesse essere, sarebbero in pericolo tutti gli aeroporti che gesticono voli low cost d’Italia e dell’Europa”.

Raggiunto da AbruzzoWeb, non sembra minimamente preoccupato Lucio Laureti, presidente della Saga, società che gestisce lo scalo pescarese, dopo la diffusione della notizia dell’impugnazione del Consiglio dei ministri davanti alla Corte Costituzionale della legge regionale 69 che, per il 2013, finanziava allo scalo pescarese un importo di 5 milioni di euro.

Legge che per l’esecutivo presenterebbe aspetti di illegittimità costituzionale, ponendosi in contrasto con i princìpi comunitari e violando la disciplina sugli aiuti di Stato, in quanto non è stata sottoposta al vaglio della Commissione europea per il parere preventivo.

“Il problema dell’impugnazione per gli aiuti di stato è un problema di tutti gli aereoporti che lavorano anche con aziende low cost, sia italiani che europei – spiega Laureti – Il low cost, infatti, viene spinto da contributi della Regione”.

“Ora che è stato intrapreso questo percorso legale – spiega il presidente – la Regione sta facendo le sue opposizione e controdeduzioni. Da questo atto, i contributi della legge 69 non verranno inficiati”.

Secondo il presidente della Saga il vero problema risiede nelle lungaggini burocratiche, per cui tutte le aziende e le società che dipendono dall’Aereoporto d’Abruzzo non ricevono gli spidendi da ormai molto tempo.

“Le cose stanno andando avanti molto a rilento a causa di una burocrazia regionale lenta – puntualizza il presidente – il problema vero è questo, ci sono dipendenti, fornitori, società collegate all’Aeroporto che aspettano ancora i pagamenti e stanno aspettando anche loro i 5, 5 milioni di euro stanziati nel 2012. La regione, come potere politico, ha fatto le sue scelte assegnando il contributo nel 2012 e anche un altro di pari importo per il 2013, si deve prendere le proprie responsabilità”.

“Il consiglio di amministrazione dello scalo ha fatto le sue mosse anche importanti, adesso è ora che anche la burocrazia regionale eroghi i 5 milioni e mezzo – continua Laureti – non ci possiamo fermare davanti ai pezzi di carta e alla burocrazia!”.

Rassicurazioni sono giunte sia dall’assessore regionale al Turismo Mauro Di Dalmazio, che dallo stesso presidente Chiodi, “Tutto va avanti”. “Ma in realtà ciò che non va avanti è la burocrazia”, conclude mestamente il presidente Saga.

LE REAZIONI


RABBUFFO: ”L’UNICA VIA E’ LA PRIVATIZZAZIONE”

“Tutti sappiamo che il contributo concesso di tutta fretta dalla Regione alla Saga serviva per tamponare il pesante passivo dell’azienda che gestisce lo scalo abruzzese – scrive Berardo Rabbuffo, consigliere regionale di Futuro e libertà – Nello specifico, questo contributo si aggiunge agli altri fondi erogati dalla Regione per finanziare il cosiddetto ‘piano marketing’, che altro non è che il costo che l’aeroporto d’Abruzzo, e perciò di tutti i cittadini abruzzesi, paga alle compagnie aeree per usufruire dello scalo di Pescara”.

Rabbuffo ricorda che “sull’argomento avevo da tempo già lanciato l’allarme. Così come è gestito il nostro aeroporto non è più sostenibile e non va più bene – attacca – Avevo presentato, perciò, un progetto di legge che prevedesse la vendita delle quote possedute dalla Regione in favore dei privati, soluzione che è stata scelta già da altre regioni e comuni per superare i problemi con i loro scali”.

“Solo attraverso l’ingresso di nuovi capitali privati e un cambio di rotta nell’amministrazione e nella gestione dell’aeroporto possiamo sperare di conservare se non potenziare l’unico aeroporto presente in regione”, afferma.

“Come troppo spesso accade, l’attuale Giunta è sempre sorda ai campanelli d’allarme lanciati dalla minoranza. E come altrettanto spesso accade, c’è bisogno di un intervento esterno all’esecutivo per far sì che ciò che non funziona venga preso in considerazione – continua il finiano – Così come è successo per la sanità, per la gestione dei rifiuti, ora anche per l’aeroporto si prospetta una brusca battuta d’arresto”.

“Se la Saga fosse costretta a dover restituire alla Regione tutte le somme fin qui erogate, non potremmo più parlare di sviluppo dello scalo pescarese ma della sua definitiva chiusura – ricorda – Perciò, ora più di ieri, è il momento di prendere in considerazione altre strade per il futuro della Saga, come, per esempio, quella della privatizzazione”.