L’AQUILA – “I dati dell’Abruzzo sulla sensibile riduzione della disoccupazione e sull’inclusione lavorativa di giovani e donne ci fanno enormemente piacere. Fondamentale è una sapiente utilizzazione delle risorse destinate alle regioni, e l’Abruzzo rappresenta un esempio positivo”.
Sono queste le parole di Marina Calderone, ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha oggi partecipato all’Aquila all’incontro “Bilancio sociale e Politiche di inclusione: un dialogo aperto tra istituzioni, territori e comunità”, che si è svolto nella giornata a palazzo dell’Emiciclo, sede consiglio regionale promosso dall’assessorato regionale alle Politiche Sociali e dal Consiglio regionale. Un evento che ha rappresentato di fatto gli stati generali degli operatori sociali a tutti i livelli politici e territoriali, in vista della redazione del nuovo piano sociale regionale, rispetto a quello del 2023 ad oggi in proroga.
In una sala gremita, nella seduta pomeridiana sono intervenuti, oltre al ministro, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Roberto Santangelo, promotore dell’iniziativa, Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, il vice sindaco dell’Aquila, Raffaele Daniele, Emanuela Grimaldi, direttore dipartimento Sociale e Cultura, Concezio Memmo, presidente Figc Lnd Abruzzo. In mattinata sessione più tecnica per gli addetti ai lavori, con interventi di tecnici e poi di Monia Scalera, garante detenuti e Alessandra De Febis, garante dell’infanzia.
“Ritengo questa iniziativa molto positiva – ha proseguito Calderone – il mio ministero ha nella sua vocazione, e anche nel suo nome, quello del dialogo sociale, noi abbiamo una direzione generale del Terzo settore, siamo il ministero che è chiamato non solo a gestire dal punto di vista regolatorio tutta la sua disciplina, ma soprattutto a promuoverla. Per noi è estremamente importante in un’Italia che ha bisogno sempre di più anche di un privato sociale qualificato, accompagnarlo e svilupparlo insieme ai territori”.
E ancora: “L’Abruzzo, per la sua posizione geografica e il suo modello di sviluppo, si sta affermando come una regione centrale per il Paese: una cerniera tra Nord e Sud e un punto di riferimento per un Mezzogiorno che, come dimostrano i dati, è sempre più motore di sviluppo per l’intera nazione”.
“Abbiamo avviato un cambiamento profondo – ha continuato Calderone – attivando strumenti che liberano le energie di giovani e donne, offrendo loro reali opportunità per mettersi in gioco. L’Abruzzo è pronto a guardare avanti grazie all’impegno condiviso di istituzioni e comunità”.
” I territori si muovono grazie all’impegno delle persone, e oggi l’Abruzzo può contare su gambe forti e solide, come il presidente Marsilio e l’assessore Santangelo -. ha spiegato ancora -. Ringrazio gli amministratori locali e il mondo associativo che contribuiscono a valorizzare un modello partecipato, centrato sull’ascolto delle famiglie e delle comunità. È questo l’approccio giusto per progettare strumenti amministrativi come il bilancio sociale, in grado di allocare risorse a chi ne ha davvero bisogno”.
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore Santangelo: “dialogare e parlare significa tracciare la giusta rotta, creare un solido sistema territoriale, assieme al dialogo con il ministero per poter massimizzare l’accesso alle risorse disponibile. Per le politiche sociali abbiamo un piano regionale da 130 milioni di euro, e 250 milioni di fondo sociale europeo, risorse mai viste, e dobbiamo farne tesoro”.
Ha poi aggiunto, “abbiamo parlato attraverso i numeri, abbiamo fatto un’analisi dei bilanci sociali degli enti d’ambito. È bene ricordare che gli enti d’ambito sono gli erogatori dei servizi sociali sul territorio, la Regione ne fa il perimetro con il piano regionale, loro la finalizzazione. Attraverso dei numeri oggettivi abbiamo analizzato i punti di forza e i punti di debolezza di ciascun territorio.
In un confronto franco tra le istituzioni e il terzo settore stiamo provando ad alzare il livello di tutto il territorio abruzzese per avere un’omogeneità. Attraverso l’omogeneità migliorare i servizi percepiti nel concreto, nel mondo sociale. Disabilità, famiglie, anziani, giovani”.
Questi i dati snocciolati dell’attività sul fronte del sociale della Regione nel corso della giornata: l’utenza assistita presa in carico, semplice e complessa, è pari a 53.787 unità, ma a questa va aggiunta anche la cosiddetta multiutenza, che si rivolge presso i servizi di accoglienza, orientamento e informativi (segretariato sociale e Punto Unico di Accesso-PUA) che risulta essere pari a 154.047 unità si raggiunge una utenza complessiva pari a 207.834 unità, su una popolazione di poco più di 1 milione e 200 mila abitanti. La spesa sociale degli interventi e servizi, cresciuta significativamente se confrontata con le precedenti programmazioni, risulta essere complessivamente di circa 120 milioni di euro, nel 2015 era solamente di 65 euro pro capite, ora ha raggiunto quasi quota 100 euro.
I dati presi a riferimento dal Bilancio Sociale Regionale fanno riferimento ai servizi, all’utenza e alla spesa programmata e realizzata nell’anno 2023 dai 24 ambiti distrettuali sociali di cui al Piano Sociale Regionale 2022-2024 della Regione Abruzzo.
“Questo non è un settore qualsiasi del bilancio e dell’attività della Regione – ha detto Marsilio -, è un cuore pulsante, se le istituzioni non si occupano di garantire l’inclusione sociale, non sarebbe una istituzione pubblica. Non neghiamo le difficoltà, ma abbiamo fatto emergere in questi anni un grande sommerso, di cui ora ci facciamo carico: nel 2019 su certi segmenti avevamo numeri risibili, 7 le famiglie caregiver, oggi sono decine, che prima non erano intercettate. Abbiamo aumentato di più del 50% la spesa sociale. La sensibilità sociale non basta declamarla nei cortei e a chiacchiere, ma messo in pratica in silenzio e concretamente”.
E’ entrata negli aspetti tecnici Emanuela Grimaldi: “Questa mattina si è insediato il gruppo di lavoro per il piano sociale regionale è attualmente in proroga ed il lavoro è sulla redazione del piano 2026-2028. L’assegnazione finanziaria è circa 120 milioni di euro. La collocazione di questo piano sociale regionale è nell’ambito della programmazione strategica integrata di Regione Abruzzo.
“Nell’ambito dell’assegnazione finanziaria del Pnrr abbiamo oltre 60 milioni di euro – ha proseguito -. Nell’ambito dell’FSE Plus 2021-2027, 130 milioni di euro. Nell’ambito della disciplina nazionale, piano nazionale contrasto alla povertà, piano educativo, piano contro la violenza sulle donne, piano giovani, piano sport. E nell’ambito della normativa regionale, vita indipendente, supporto ai caregiver e contrasto allo spopolamento. Le risorse insomma ci sono e la finalità di questi incontri è comprendere il bisogno reale, per rideterminare il perimetro di assegnazione sui piani che hanno maggiore possibilità di ricaduta a terra, non solo ai fini dell’avanzamento della spesa, ma soprattutto ai fini di una ricaduta a terra reale ed efficace”.
Ha concluso Sospiri: “le politiche sociali sono per noi prioritarie: lo dicono i finanziamenti che sono stati nel corso delle due legislature Marsilio stanziate, come pure la capacità di utilizzo delle risorse di finanziamento dell’Fse per partite particolarmente sensibili, penso alla vita indipendente o all’erogazione delle borse di studio. A questo mettiamoci anche la forma, oltre la sostanza: è importante iniziare un ciclo di programmazione verso il nuovo Piano sociale regionale che parte dal confronto con tutti coloro i quali dovranno utilizzarlo e mettere a terra le politiche previste dalla giunta regionale. Si ideano le nuove linee del bilancio sociale, in una giornata che ha raccolto a Palazzo dell’Emiciclo tutti gli attori che concorrono al welfare regionale e, al contempo, si da concretezza, mettendo in campo una mole di finanziamenti a sostegno del settore”.





