L’AQUILA – Sullo sfondo una foto del bidello più famoso d’Italia in una posa che ricorda il poster “I want you” dello zio Sam. Sulla scrivania, in bella mostra, un vecchio telefono della Sip, e alcuni obzional, asciugacapelli, bigodini. Di lato, la riproduzione gigante di una lavatrice Sangiorgio.

È questa la scenografia del Magnotta Day, la giornata che il comitato 3e32 ha voluto dedicare proprio a lui, il Mario più famoso dell’Aquila, rimasto nella mente e nel cuore di tutti per lo scherzo della lavatrice. Sangiorgio, appunto.

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Per molti saranno insignificanti, ma per chi conosce la storia di Magnotta ogni oggetto della scenografia è un simbolo degli scherzi telefonici di cui è stato vittima.

Un contributo audio con un mix degli spezzoni più divertenti delle telefonate a Magnotta, tra cui il celeberrimo “mi iscrivo ai terroristi” ha introdotto l’incontro con i due autori degli scherzi, Antonello De Dominicis e Maurizio Videtta, detto “Bullò”, che nel 1984, anno dello scherzo, erano poco più che ventenni.

Mario, che era il bidello della loro scuola, lo conoscevano bene. “Sapevamo – ha spiegato Maurizio – che aveva bisogno di una lavatrice nuova, perché si era appena separato da sua moglie che si era portata via la famosa Sangiorgio”. Da lì, l’idea dello scherzo, “parchè Mario si prestava. Era ingenuo, te le tirava lui le battute”.

Quasi un passatempo quello di fare scherzi telefonici a Magnotta, che avvenivano con una frequenza altissima. “Sono arrivato a pagare anche 400 mila lire di bolletta telefonica”, ha confessato Antonello.

Oltre agli scherzi più noti, “Bullò” ha svelato l’esistenza anche dello scherzo della Dixan. “Sapevo – ha raccontato – che la moglie di Mario giocava ai concorsi a premi, così abbiamo pensato di fare questo scherzo. Ho chiamato Mario fingendomi della Dixan per comunicargli che aveva vinto il terzo premio, un viaggio di una settimana su un ghiacciaio a 4 mila metri di altitudine e a una temperatura di meno 30 gradi. Vi lascio immaginare la reazione, soprattutto quando gli ho detto che per rinunciare al premio avrebbe dovuto pagare 500 mila lire”.

Durante l’incontro, che si è tenuto nel tendone di Casematte, a sorpresa è arrivata anche una telefonata del comico Dario Vergassola, che aveva conosciuto Magnotta anni fa. “Me lo presentarono come se fosse una vera rock star – ha detto – ho avuto l’onore di conoscerlo meglio durante un pranzo, in cui mi ha spiegato la famosa storia della lavatrice”.

Riferendosi al “Magnotta Day”, ha poi concluso simpaticamente la telefonata dicendosi “contento che all’Aquila nonostante tutto si abbia ancora tanta voglia di cazzeggiare”.

Tra il pubblico, molti fan di Magnotta, giovani e meno giovani, alcuni dei quali conoscono ormai a memoria tutte le battute degli scherzi.

“Io con i miei amici parlo in ‘magnottese’ – ha detto Mauro Montarsi, che all’epoca dello scherzo aveva 5 anni – Invece di dire un semplice ‘no’, tra noi diciamo ‘no, per il momento no’, citando la risposta di Mario alla domanda del fantomatico direttore della Sangiorgio ‘mica deve venire a Milano?’”.

Sul futuro, Antonello e Maurizio, non nascondono l’idea di farne altre di telefonate “alla Magnotta”. “È già un po’ di tempo che abbiamo puntato due soggetti che se lo stanno proprio tirando lo scherzo”.