L’AQUILA – I giudici del tribunale del Riesame hanno respinto la richiesta di dissequestro presentata dall’avvocato aquilano Paolo Vecchioli dei fondi bloccati dalla Guardia di Finanza, 21 mila euro, nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta truffa sui funerali solenni per le vittime del terremoto del 6 aprile 2009.
Soldi appartenenti alla ditta di onoranze funebri Taffo Gaetano e figli Snc, coinvolta nell’inchiesta avviata dalla Procura dell’Aquila.
Stando alle accuse, ancora da dimostrare, l’azienda avrebbe emesso fatture false, certificando servizi in realtà svolti da altre aziende, in occasione dei funerali delle vittime del sisma, incassando impropriamente i fondi stanziati dalla Protezione civile.
Nella vicenda sono indagati i fratelli Piero e Luciano Taffo, da subito dichiaratisi estranei ai fatti contestati e ai quali viene contestato il reato di truffa.
Dalle indagini della Guardia di finanza dell’Aquila sono emerse fatture per falsi servizi per la fornitura di 29 bare e 20 trasporti di salme. Nel conteggio, comunque, ci sono degli elementi che non quadrano: i feretri sono stati 205,l e commemorazioni 103. 308 in tutto, mentre quelli rendicontati sono stati 471.
Nel corso della discussione in Camera di consiglio, come riporta il quotidiano “l’avvocato Vecchioli ha sostenuto che non ha senso attaccare la ditta Taffo che ha preteso dei corrispettivi per 148 funerali mentre ne ha svolti 205. A suo dire ci sono anche altre società sui cui comportamenti ci sarebbe da indagare a lungo”.






