L’AQUILA – Ad ogni forte scossa di terremoto, avvertita in Abruzzo, regione fortemente colpita dagli eventi tellurici, con il sisma del 6 aprile 2009 che ha distrutto L’Aquila e quelli del Centro Italia (2016 e 2017), che hanno interessato maggiormente il teramano e i comuni dell’Alta Valle dell’Aterno, il ricordo di quei momenti getta nel panico la popolazione. “Terremoto”, “Sentita forte e chiara!”, “Adesso basta…”, questi sono solo alcuni dei tantissimi post che seguono, come ormai consuetudine, gli eventi sismici avvertiti dai cittadini, a prescindere dall’intensità.

Insomma, la paura corre in rete e in pochi minuti i social si riempiono di post: “Altra bella botta, si sono aperte le ante degli armadi”, scrive un utente Facebook da Pescara, dopo la scossa di 5.1 registrata questa sera in Molise; “Che botta”, scrive un altro utente da Atessa e ancora “bella scossa a Montesilvano”.

“Viviamo in un Paese sismico, la nostra regione lo è, così come tutto il Centro Italia, quindi dobbiamo imparare a convivere con il terremoto, anche con quelli che si registrano nelle zone vicine e vengono avvertiti anche nei nostri territori”, così ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, richiama alla tranquillità e lancia un messaggio alla cittadinanza.

Per il primo cittadino, non esistono soluzioni da “sfera di cristallo” e invita i cittadini a “superare la logica del fatalismo, non possiamo affidarci alla statistica e alla buona sorte, l’unico elemento fondamentale è la prevenzione nelle nuove costruzioni e migliorando sismicamente quelle esistenti”.

“È importante lavorare per avere una città sicura e acquisire consapevolezza di dover convivere con queste situazioni, ma bisogna farlo con lucidità e serenità”, conclude il sindaco del capoluogo abruzzese.